BELLEZZA DEL TEMPO – Mese di marzo a San Giuseppe: Sesto Giorno

Paternità verginale

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

San Giuseppe fu vero Sposo di Maria, ma non fu padre naturale di Gesù.

E’ un fatto che il Vangelo chiama San Giuseppe Padre di Gesù. Dice San Luca, descrivendo la presentazione di Gesù Bambino al Tempio: Il Padre e la Madre di Gesù restavano meravigliati di quanto si diceva di Lui. (Luca 2, 33).

Anche la Madonna, quando ritrovò Gesù nel Tempio, disse: Ecco, tuo Padre ed io addolorati ti abbiamo cercato! (Luca 2, 48).

Gesù chiamava San Giuseppe col dol,ce nome di «Padre».

Tuttavia la Paternità di San Giuseppe non fu naturale, cioè ordinaria come per gli altri uomini, ma fu paternità di ordine giuridico.

Esisteva il vincolo matrimoniale tra San Giuseppe e la Madonna; nella Sacra Famiglia c’era un Figlio; davanti alle autorità ed al popolo quel Figlio doveva apparire quale Figlio del Falegname di Nazareth. Difatti, quando Gesù operava miracoli ed istruiva il popolo, si diceva: Non è costui il Figlio del Fabbro? E donde gli viene questa sapienza? (Matteo 13, 54).

San Giuseppe esercitava verso Gesù i diritti ed i doveri della paternità. Fu lui che alla nascita ne presentò il nome ai pubblici registri; fu lui che lo nutrì, procurandogli il pane quotidiano nell’infanzia e fu lui che lo avviò ad un mestiere. Lo accompagnava anche nei pubblici atti.

Giuridicamente appariva il Padre di Gesù, senza esserlo. Difatti San Luca dice: Era ritenuto Figlio di Giuseppe. (Luca 3, 23).

Se San Giuseppe non fu vero Padre, con quale parola può esprimersi la sua eccezionale paternità?

E’ «Padre Putativo»; ma il titolo più adatto, il più significativo, è «Padre verginale», poiché San Giuseppe visse con la Madonna in matrimonio vergineo. Il caso della paternità del Santo Patriarca è del tutto singolare e non c’è nel linguaggio umano una parola più appropriata.

In San Giuseppe dunque si ha la dignità di Vergine e l’onore della dignità di Padre del Redentore.

Ordinariamente si ammira la gloria di San Giuseppe, perché fu Sposo di Maria Vergine; ma la gloria maggiore consiste nella sua paternità verginale.

San Giuseppe ebbe verso Gesù veri sentimenti paterni, superiori a quelli dei padri naturali, perchè l’Eterno Padre, scegliendolo quasi a Vicario della sua Divina Paternità sulla terra, gli diede, come dice Bossuet, una scintilla dell’infinito amore che porta Egli stesso al suo Eterno Figlio.

Esempio

San Giuseppe ottiene grazie ai suoi devoti e specialmente a coloro che diffondono il regno di Gesù Cristo.

Nella storia delle missioni è celebre il Cardinale Massaia, apostolo dell’Abissinia. Egli amava teneramente San Giuseppe e ne fu ricambiato con generosità.

Fu questo Cardinale che propagò in quella regione il culto del Santa Patriarca e che gli dedicò la prima Chiesa nella Missione di Escia. Dice il Massaia nelle sue Memorie: Nella Missione di Escia mancava l’acqua. Mi rivolsi a San Giuseppe affinché provvedesse. Trovai allora una sorgente, che potrebbe dirsi miracolosa, perché scaturisce dalla spaccatura di un masso, il quale sorge isolato sulla punta di un sollevamento vulcanico.

Continua il Cardinale: Soffrivo dell’indebolimento della vista. Ritornato in Europa nel 1867, prima di rientrare nella Missione d’Africa, mi provvidi di parecchie paia di occhiali di diverso grado. La vista s’indeboliva sempre più e gli occhiali erano impotenti ad aiutarmi. Non sapendo più cosa fare, tolsi gli occhiali e li deposi presso l’immagine di San Giuseppe, dicendogli: Se volete che continui a lavorare nella vigna del Signore, pensate voi a ridarmi la vista!  Da quel giorno sino ad oggi sono passati circa dieci anni ed io ho letto e scritto senza alcuno stento e senza bisogno di occhiali.  

E’ dunque necessario rivolgersi a San Giuseppe con molta fede. Lui può ottenerci tutto.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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1 Comment on "BELLEZZA DEL TEMPO – Mese di marzo a San Giuseppe: Sesto Giorno"

  1. ‘Padre putativo’ mi rimanda agli anni della scuola elementare, quando la mia maestra ci presentava e spiegava così questa amabile figura.
    ‘Padre verginale’ come espressione mi è in un certo senso nuova e però estremamente significativa, bella e corrispondente a una verità luminosa in san Giuseppe, per quel suo essere padre in tutti gli ambiti della vita e della crescita di Gesù, quale ” scintilla dell’infinito amore del Padre celeste verso il suo Eterno Figlio” e quale icona di ogni autentica paternità.
    Attualizzando mi fa pensare a tanti uomini che nell’amore per una donna con già un figlio si fanno carico di una dedizione paterna pura e totale verso un figlio non da loro generato, ma che pur chiede qualcuno che gli insegni a crescere e a diventare autenticamente uomo. Come fanno o sono chiamati a fare quei genitori che in un amore traboccante per la vita adottano legalmente dei bambini.
    Infine mi ricordo di una lettura (su una buona rivista) in cui l’Autore arrivava a dire che Giuseppe è stato da Gesù ‘adottato’ quale padre. Immagino sia da prendere bene il senso: forse come chiaramente cita lei, Professore: “l’Eterno Padre, scegliendolo (Giuseppe) quasi a Vicario della sua Divina Paternità sulla terra, gli diede, come dice Bossuet, una scintilla dell’infinito amore che porta Egli stesso al suo Eterno Figlio”. Dunque, nella scelta dall’Alto, l’adozione.
    Ancora attualizzando, in questa prospettiva di ‘adozione’ spirituale e intessuta di infiniti gesti quotidiani penso pure a una cosa singolare e che succede ai più: il momento in cui il figlio o la figlia (in genere ormai adulto/a) diventa poco a poco padre del proprio padre (in genere del padre divenuto anziano). Il figlio ‘adotta’ il proprio padre quale figlio. Evidentemente nel paradosso dell’amore, e in amore obbedienza e gratitudine alla vita, oltre che ai genitori e alla propria e comune umanità. E filialmente. Perché sempre ‘essere uomini è essere figli’. In una circolarità che genera vita.
    Per tutto questo affidiamoci all’intercessione di San Giuseppe. Il suo ‘sì’ , come pure quello di Maria S.ma, ci ottengano le grazie di vita più belle e più sante.
    Carmela

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