BELLEZZA DEL TEMPO – Mese di Marzo a San Giuseppe: Ventisettesimo Giorno

Uomo di preghiera

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

Le immagini sacre servono a suscitare buoni sentimenti ed aiutano la devozione. I pittori facilmente s’ispirano sulla Sacra Famiglia.

Un quadro artistico rappresenta Gesù Fanciullo, in piedi, con le mani giunte e gli occhi rivolti al cielo. Vicino a Lui sta la Madonna in ginocchio; San Giuseppe è pure in orazione, con le mani incrociate sul petto e gli occhi bassi. In alto arde la lampada.

Questa scena riproduce la Famiglia di Nazareth in preghiera.

Gesù, la Madonna e San Giuseppe, pur attendendo con assiduità al lavoro, tenevano il cuore unito al Divin Padre. Chi può misurare il numero e la densità delle pie invocazioni e degli slanci d’amore che si sprigionano da questi tre cuori?

Oltre a stare abitualmente unita con Dio, la Sacra Famiglia in certe ore si dedicava esclusivamente all’orazione.

Come doveva essere gradita a Dio questa preghiera in comune! Quante grazie attirava sull’umanità!

San Giuseppe, quantunque dovesse compiere molto lavoro, non rimpiangeva il tempo dedicato alla preghiera; era convinto che il tempo più prezioso era quello dell’orazione.

La preghiera è l’opera buona che possono compiere tutti, in qualunque luogo, in pubblico ed in privato, da soli ed in compagnia. Pregando con fede, con umiltà e con perseveranza, si diviene padroni del cuore di Dio.

Ma quanti comprendono questa dolce verità? Si ha tempo di lavorare, di divertirsi e di conversare; si trova tempo per occupazioni peccaminose; ma trattandosi di preghiera, molti dicono: Non ho tempo! – Dovrebbero dire: Non ho volontà!… Preferisco la terra al Cielo!… Voglio vivere nella miseria spirituale!… Poco m’importa del Paradiso e dell’Inferno!

Chi non prega vive nella miseria morale, perché non ha la forza di dominare le passioni. L’anima che non prega è come una campagna senza acqua.

Fortunati coloro che apprezzano la preghiera ed imitano San Giuseppe! Son forti nelle tentazioni, rassegnati nel dolore, assistiti nei bisogni e trascorrono la vita nella gioia dello spirito.

I devoti di San Giuseppe non si accontentino di pregare, ma compiano l’apostolato della preghiera, esortando gli altri all’orazione. Inculchino nella famiglia la preghiera in comune. La sposa esorti lo sposo a pregare; i figli lo ricordino ai genitori. Che ogni famiglia si rispecchi nella Sacra Famiglia!

Un tempo la preghiera era il sacro patrimonio dei focolari domestici. Oggi si constata un triste cambiamento: il tempo prezioso di cui si può disporre è destinato al televisore. Sono pochi coloro che pregano e non di raro sono scherniti come ignoranti e come gente arretrata. Nessuna meraviglia se poi in molte case è domiciliato Satana, con la conseguente immoralità, gelosia, odio e disperazione.

Esempio

Durante una tempesta si era sconquassato un naviglio; si era sulle coste della Fiandra. Circa trecento persone nuotavano sulle onde, nell’attesa di aiuto.

Tra costoro erano due Padri Francescani, che afferrata una tavola, riuscirono a stare a galla. Erano molto stanchi e non sapendo più a qual mezzo appigliarsi, invocarono di cuore San Giuseppe. La loro preghiera fu esaudita.

Apparve sulle acque un uomo di dolce aspetto e subito la tempesta cominciò a diminuire. Quell’uomo misterioso prese per mano la tavola dei due Francescani e così li trasse con sé fino alla riva.

Riconoscenti i due salvati ringraziarono commossi il loro salvatore, il quale si manifestò per quello che era e disse: Io sono San Giuseppe, che voi avete invocato. Se volete farmi cosa gradita, non lasciate passare giorno senza recitare sette volte il Padre Nostro e 1’Ave Maria, in memoria dei miei sette dolori e delle sette allegrezze.  Detto ciò, sparì.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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