Il Cammino dei Tre Sentieri consiglia la lettura de “Il Natale e il Presepe nel cuore dell’uomo”

Corrado Gnerre, Il Natale e il Presepe nel cuore dell’uomo, Solfanelli, Chieti 2012, pp.160, euro 12,00

Di libri sul Natale e sul presepe ce ne sono molti. E forse non bastano mai: tanto il Natale si configura come la Festa per eccellenza. San Francesco d’Assisi la definiva la Festa di tutte le Feste. E aveva ragione. Se è vero che il centro dell’anno liturgico è il Triduo Pasquale, è pur vero che senza la venuta nel mondo del Verbo incarnato non ci sarebbe stata né Passione né Morte né Resurrezione di Cristo.

Dicevamo: ci sono tanti libri sul Natale che trattano questa festa da un punto di vista teologico o storico. Mancava un testo che affrontasse del Natale, oltre al dato teologico, anche quello estetico ed esistenziale partendo soprattutto da un interrogativo: Perché il Natale e il presepe affascinano tutti … anche chi non crede?

Ebbene, il libro di Corrado Gnerre cerca di rispondere a questa domanda.

Sulla quarta di copertina si legge: Il Natale e il Presepe affascinano tutti. Anche coloro che non credono. Perché? La risposta sta nell’affermazione secondo cui Dio si è fatto veramente uomo, fino ad abbracciare altrettanto veramente la fragilità dell’infanzia. Questa affermazione, pur non condivisa da tutti sul piano del significato, diventa per tutti affascinante sul piano dei desideri più profondi che albergano nel cuore. L’incanto del Natale non passa inosservato. Anche chi non crede, sente che l’annuncio “Dio è venuto fra noi!” è perfettamente rispondente alle proprie più intime attese, perché paradossale, perché umanamente inimmaginabile. Chesterton sul Natale scrive: “Tutta la letteratura ha cantato le trasformazioni di quel semplice paradosso: che le mani che avevano fatto il sole e le stelle erano troppe piccole per accarezzare le grosse teste degli animali. E il critico scientifico  (…) sentenzia essere ‘improbabile’ qualche cosa che noi abbiamo quasi pazzamente esaltato come incredibile, qualche cosa che sarebbe troppo bella per essere vera, ma che è vera.”

Dunque, è un libro che fa bene a chi non si dice credente, affinché capisca quanto debba approfondire il perché di un fascino anche suo e che certamente si lega ad una costitutiva bellezza della Verità cattolica. Ma è un libro che fa bene anche a chi già crede nel Natale come avvento reale del Dio incarnato, perché anche sull’individuazione della Bellezza di questa festa si rafforza il proprio credo.

Gnerre ha sempre insistito sulla Bellezza come categoria trascendentale della Verità. Questa (la Verità) non è solo vera e buona ma anche bella. Da qui il perché Gnerre è l’iniziatore de Il Cammino dei Tre Sentieri: la Verità va amata (Primo Sentiero); la Verità va conosciuta (Secondo Sentiero); la Verità va gustata (Terzo Sentiero).

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Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

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