La Bisaccia n.13

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 

“Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere”

Mordecai Rechler  (1931-2001)

Non abbiamo le competenze per confermare ciò che ci dice lo scrittore canadese.

Diciamo però che l’affermazione di Rechler è credibile. E non ci interessa se lo è sul piano anatomico, c’interessa invece che lo sia su un altro piano: quello esistenziale.

L’uomo è fatto per la felicità, non per la tristezza.

Dio lo ha creato perché si realizzasse pienamente in Lui, che è la fonte e la sostanza di ogni felicità.

E invece l’uomo, allontanandosi da Dio, ha deciso per l’angustia, l’angoscia, la tristezza… e ogni malessere possibile.

Ciò che è più naturale è la felicità, non la tristezza.

Come il Bene. E’ questo che esiste dall’eternità. Il Male no. Il Male è solo mancanza di Bene.

Così è la tristezza: è mancanza di felicità.

Tant’è che per essere tristi occorre più fatica muscolare che per essere allegri.

Settantadue muscoli per il broncio.

Dodici -solo dodici!- per sorridere.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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