La Bisaccia n.2

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 

“Intellettualismo è osservare freddamente la terra, poiché caldamente è stata osservata abbastanza a lungo. Intellettualismo significa semplicemente: pensare, e non  vi è nulla di fronte a cui il pensiero debba fermarsi se non l’unico limite posto dal pensiero stesso…”

Gottfried Benn  (1886 – 1956)

Cari pelelgrini, Benn, poeta tedesco, dà una precisa definizione dell’intellettualismo, vera deriva dell’autentica attività intellettuale.

Esso è prima di tutto “osservare freddamente la terra“, ovvero osservare la natura espungendo la cosa più significativa della natura stessa: il mistero.

Il mistero non è qualcosa di “magico”, d’irrazionale… no, il mistero è il segno che la nostra mente ha la capacità di conoscere, ma di non comprendere il reale.

Conoscere, ma non comprendere, ovvero non poter includere nel proprio pensiero ciò che il pensiero stesso è chiamato a dover riconoscere.

E infatti Benn aggiunge che l’intellettualismo altro non è che il razionalismo, la pretesa cioè che il reale sia nel pensiero e si concluda nel pensiero stesso: pensare, e non  vi è nulla di fronte a cui il pensiero debba fermarsi se non l’unico limite posto dal pensiero stesso…”.

Ora, tutto questo è il profondo snaturamento dell’esistere umano.

La vita, invece, invoca il mistero e dinanzi a questo è umanamente ragionevole solo lo stupore.

Ecco perché Gesù disse: “Se non diventerete come bambini…”

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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