Bisaccia n.66

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

66

“E’ questo il modo in cui finisce il mondo: non già con uno schianto, ma con un piagnisteo”

Thomas Stearns Eliot (1888-1965) – Gli uomini vuoti

Gesù l’ha detto: quando tornerà sulla terra, troverà la fede nel mondo? (Luca 18).

Eliot dice che il mondo finirà non con qualcosa di eclatante, bensì con un piagnisteo, ovvero con un pianto lamentoso di chi si rammaricherà per ciò che sarà accaduto.

Attenzione: il piagnisteo è diverso dal pianto e ancor di più dalla paura.

Eliot non vuol dire che ciò che in quel tempo farà addolorare è ciò che starà per accadere. No, si tratterà piuttosto di rammaricarsi e di lamentarsi per ciò che è già sarà accaduto. Cioè per come si sarà vissuti e per la vita così come si sarà presentata. E visto che si parla di fine del mondo: per come la Storia avrà proceduto.

Ma alla base di ogni piagnisteo si contano due assenze.

La prima è quella della Gratitudine. Il dolersi per ciò che è accaduto, implica che non si possa essere grati per questo.

La seconda assenza è la Speranza. Ciò che è accaduto non potrà essere cambiato, né almeno essere foriero di qualcosa di bello.

E qui Eliot ci dice una cosa verissima. La nostra cultura non potrà che lasciarsi andare al piagnisteo.

Sarà il piagnisteo del suo fallimento.

Sarà il piagnisteo di coloro che hanno voluto uccidere la Gratitudine e la Speranza.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Bisaccia n.66"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*