Nella Bisaccia: Georges Bernanos

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

“Un mondo dominato dalla forza è abominevole, ma un mondo dominato dal numero è ignobile”

George Bernanos  (1888-1948)

Un mondo dominato dalla forza è abominevole, perché sarebbe un mondo dominato dal potere.

Certo, la parola “forza” in sé ha un’accezione positiva, ma qui Bernanos non intende la forza come forza, bensì la forza come violenza, come prepotenza, come sopraffazione.

Poi lo scrittore francese aggiunge: un mondo dominato dal numero sarebbe ignobile, cioè basso, indegno, abietto.

Cosa significa?

Significa prima di tutto che la verità non può essere decisa e determinata da coloro che la scelgono. La verità è in sé, indipendentemente da chi decida di riconoscerla.

Ma significa anche un’altra cosa: più misteriosa.

Una vita dove tutto è scontato, dove la libertà è persa perché tutto sarebbe determinato da meri calcoli e da equazioni matematiche, è una vita che non è più tale.

Piuttosto in tutto c’è un mistero!

E’ il mistero della bellezza che ogni fatto è un dono; e, come dono, ci è dato di conservarlo o di distruggerlo.

La Speranza che ci è stata data non è frutto di un calcolo, ma di un atto di amore.

E a questo Amore dobbiamo corrispondere con l’amore.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "Nella Bisaccia: Georges Bernanos"

  1. “una vita dove tutto è scontato, dove la libertà è persa perché tutto sarebbe determinato [dominato da una Forza o da un Numero], è una vita che non è più tale. E invece in tutto c’è un mistero”.
    Veramente, a volte sembra ritrovare la storia, sia la spicciola sia la grande,e la personale e la comunitaria, sostanzialmente a un bivio: tra l’assurdo, o il non-senso o il nulla, e il mistero. Allora è bello riconoscere, accogliere, aderire, adorare il Mistero, attraverso la grazia della libertà e la libertà della grazia, che possono assicurare una coscienza viva e allenata. Perchè il Mistero si manifesti e continui ad ‘incarnarsi’ nel nostro oggi.

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