BORRACCIA – 28

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che, a differenza del cibo che si deve prendere ad orario, si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

28

L’ACQUA

 

“Beati voi che ora piangete, perché riderete.”
(Luca 6)

I SORSI

1.Cari pellegrini, più volte abbiamo parlato di quanto la natura e le cose che ci circondano rimandino ad un significato più alto. Si tratta di quella conoscenza “simbolica” a cui ci conduce del tutto naturalmente il reale e che è parte integrante del giusto metodo della conoscenza, che è il “realismo filosofico”.

2.I medioevali questo lo sapevano bene, tant’è che in quel periodo si producevano testi che raccoglievano il significato dei simboli: “erbari” per le erbe, “floreali” per i fiori, “bestiari” per gli animali…

3.Cari pellegrini, soffermiamoci sugli animali; in particolar modo sul cane. Se ne può avere più o meno trasporto, ma cosa colpisce del comportamento di questo animale domestico? Certamente la fedeltà, ma soprattutto un’altra cosa che è legata alla fedeltà stessa. Se non in rari casi, il cane preferisce rimanere al fianco del suo padrone piuttosto che essere con i suoi simili. La soddisfazione l’attinge rimanendo fedele piuttosto che facendo altro. E ciò, simbolicamente, insegna molto.

4.Cari pellegrini, adesso soffermiamoci sull’ “acqua” di questa “borraccia”: dobbiamo essere certi del fatto che il Signore ci abbia fatti per essere felici. D’altronde c’è una logica: il Signore ci ha fatti per Lui e ci vuole con Lui, dunque ci ha fatti per la Somma Felicità, perché Lui è la Somma Felicità.

5.Infatti, l’ “immagine e la somiglianza” Sua ci riempie di desiderio e ci dispone al soddisfacimento di tale desiderio. Da qui la tensione alla felicità.

6.Il Signore però ci dice che se davvero vogliamo essere felici, dobbiamo adesso anche “piangere”. Sembra un paradosso, ma non lo è.

7.Il Signore ci dice che non si può essere felici se non si prende la Croce con Lui.

8.Qui, cari pellegrini, c’è la spiegazione di tutto. L’unica felicità possibile è essere con il Signore, ma per essere con Lui occorre uniformarsi a Lui, occorre abbracciare ciò che Egli ha abbracciato per salvarci: la Croce.

9.In tal modo, solo in tal modo, il pianto si trasformerà in gioia. Attenzione: non solo nell’eternità, ma già su questa terra… perché il Signore è l’unica possibilità per dar senso alla vita.

10.Ed ecco perché, cari pellegrini, siamo partiti da ciò che a cui simbolicamente rimanda il comportamento canino. Come il cane è soddisfatto non di “fare”, né di “fuggire via” per stare con i suoi simili, quanto di rimanere accanto al suo padrone, anche se questo rimanere gli procurerà rimproveri, fatica e privazione, così l’uomo raggiunge la pienezza di sé accanto al Signore, abbracciando la Sua Croce per conformarsi pienamente a Lui, fonte dell’unica e vera felicità.

AL SIGNORE GESU’

Signore, fammi stare accanto a Te.
Non voglio seguire il Mondo, né rincorrere felicità fasulle.
Ma solo conformarmi alla tua volontà.

ALLA REGINA DELLO SPLENDORE

Madre, donami l’unica gioia possibile, quella del tuo Divin Figlio.
Fa che non l’abbandoni mai.
Madre, accompagnami nel cammino di questa settimana.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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