Borraccia n.215

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

215

L’ACQUA

“Trovate la porta del vostro cuore e scoprirete che essa è la porta del Regno di Dio”. 

(San Giovanni Crisostomo)

I SORSI

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Cari pellegrini, un’immagine di quando eravamo bambini: il nostro papà o la nostra mamma ci porta a giocare ai giardini pubblici. Dalle cancellate scorgiamo altri bambini che si divertono sul prato, ma dobbiamo ancora procedere per raggiungere finalmente il cancello di entrata. I passi ci sembrano eterni… tiriamo il nostro genitore, non vediamo l’ora di arrivare, varcare la soglia e raggiungere gli amichetti.

2

Nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia, san Giovanni Crisostomo (344-407) dice che la porta del Regno di Dio coincide con la porta del cuore.

3

Si tratta di un’espressione che è enigmatica e, se non adeguatamente interpretata, anche un po’ ambigua. Potrebbe, infatti, far pensare che Dio coincida con la nostra interiorità; e che si possa in un certo qual modo “inventare” Dio secondo i propri gusti.

4

Ovviamente non è questo il vero senso delle parole del Crisostomo. Anzi, è proprio il contrario.

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Riflettiamo sul concetto di “porta”. La porta richiama l’entrare da qualche parte. Varcare la porta significa passare da un luogo all’altro.

6

Pertanto, le parole del Santo vogliono dire che se noi troviamo la porta del nostro cuore, troviamo anche la porta del Regno di Dio. Ma, dal momento che la porta è ciò che introduce in un nuovo luogo, allora la porta del cuore è ciò che permette di entrare veramente nel “luogo” del nostro cuore.

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La questione allora qual è? Che spesso noi pensiamo che il nostro cuore coincida con i nostri pensieri. Che il nostro cuore sia davvero come siamo. Invece, non è così. Il nostro cuore coincide con ciò che dobbiamo essere …se davvero vogliamo essere noi stessi.

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Il nostro cuore coincide con il desiderio più umano e più profondo del nostro esistere.

9

Al poeta Eugenio Montale (1896-1981) si devono queste parole: “La scienza del cuore non è ancora nata, ciascuno la inventa come vuole”. Sono parole che condividiamo perché dicono due cose che abbiamo già dette. La prima: il cuore non è un “luogo” capriccioso, non è la dimora di un desiderio volubile, bensì di un desiderio autentico, oggettivamente rilevabile.  La seconda: tutti pensano che così non sia, ma che si possa fare del cuore la giustificazione delle più comode menzogne.

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Gesù dice “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Matteo 5). Cioè chi conserva il cuore puro, vero, limpido, rispettoso della realtà com’è, allora troverà Dio. Insomma, troverà l’entrata di ciò che desidera…

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…come il bambino che non vede l’ora di trovare l’entrata del giardino in cui potersi davvero divertire e giocare.

Al Signore Gesù

Signore, ripongo il mio cuore nel Tuo.

Il mio cuore senza il Tuo, non ha ragione di battere.

Il mio cuore ha un desiderio che solo Tu puoi colmare.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, Tu sei colei che ha donato un cuore di carne a Colui che è il Cuore dell’universo intero.

Il sangue del Cuore di Gesù è il tuo stesso sangue.

Vivere di quel Cuore, vuol dire stringersi a Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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