La Borraccia n.38

L’ACQUA

“… il povero non sarà dimenticato per sempre, né la pazienza dei miseri rimarrà sempre delusa; sorgi, o Signore, non prevalga l’uomo.”
(Salmo 9)

I SORSI

1

Cari pellegrini, a che si deve che un seme si trasformi in un fiore bellissimo? Al fiore in sé? Crederlo sarebbe una sciocchezza.

2

La risposta è molto semplice: si deve a chi irrora quel seme. Se il seme sta in un piccolo vaso, al giardiniere; se sta in un campo, alla pioggia…

3

Cari pellegrini, oggi si fa un gran parlare di poveri. In senso economico, s’intende. E si dice -giustamente- che vanno aiutati. Altrettanto giustamente si ricorda che un cristiano non può rimanere insensibile dinanzi a chi ha bisogno.

4

C’è però qualcosa che si dimentica, o che perlomeno non viene adeguatamente evidenziata: che oltre la povertà economica ve ne è un’altra che è molto più grave, preoccupante e pericolosa; soprattutto ai nostri giorni. Ed è la “povertà” di sentirsi “ricchi”.

5

Cari pellegrini, è paradossale ma è così. Povertà nel sentirsi ricchi, cioè povertà nel sentirsi pieni di sé, illudendosi che tutto si giochi in sé, nei propri desideri, nelle proprie ambizioni, nei propri progetti.

6

Questa condizione porta a pensare: “Se realizzerò ciò che vorrò realizzare, sarò felice.” Oppure: “Se starò bene fisicamente, sarò felice.”

7

Cari pellegrini, qui vi è una menzogna enorme. Lo ripetiamo: è la menzogna di credere che l’uomo possa essere fonte della propria felicità. Ecco il significato di ciò che abbiamo detto prima: la peggiore povertà è quella di ritenersi ricchi, ricchi di sé.

8

Ed ecco anche il senso delle parole del salmo che fanno da “acqua” di questa “borraccia”: “… il povero non sarà dimenticato per sempre, né la pazienza dei miseri rimarrà sempre delusa; sorgi, o Signore, non prevalga l’uomo.

9

Certo, queste parole potrebbero avere anche un altro significato; ma in questo caso sta perfettamente il significato che sottende a ciò che abbiamo detto prima. La soluzione, perché l’uomo non soccomba, è di non far “emergere l’uomo”. Cioè di non far emergere ciò che si diceva prima: l’illusione di far di sé l’unica e soddisfacente ricchezza.

10

Torniamo all’immagine da cui siamo partiti. Come il seme non si trasforma da sé in bel fiore, così l’uomo non diventerà bello per sé, cioè cercando la bellezza in sé, ma solo corrispondendo a Chi lo ha voluto e lo ha creato.

AL SIGNORE GESU

Signore, Tu sei l’unica fonte della mia felicità.
Potrei possedere anche tante cose, essere l’uomo più ricco del mondo, ma se non ho Te, non ho nulla.
Signore, fammi ricco di Te.
Questo mi basta.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, donami la più grande ricchezza che possa esistere: il tuo Divin Figlio.
Mi stringo a Te e così anche io beneficerò di questo immenso Tesoro.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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