Bravo Candreva! Ma ci voleva proprio lui? O sarebbe bastato un po’ di buon senso?

In questi giorni si sta parlando del bel gesto compiuto da un calciatore dell’Inter, Antonio Candreva, che di tasca sua ha deciso di pagare la mensa ad una bambina di Minerbe (Verona) costretta a mangiare di meno perché la sua famiglia non può permettersi di pagare la mensa.

Il gesto è ovviamente bello in sé e tutte le nostre congratulazioni al calciatore nerazzurro.

Ma al di là del gesto, che peraltro ci fa capire quanto sia sciocco demonizzare la ricchezza in sé, perché se Candreva fosse stato un povero travet nulla avrebbe potuto fare nel merito… infatti, giustamente c’è chi ha detto che se il buon samaritano non avesse avuto i soldi, quel poveraccio ferito dai briganti non si sarebbe potuto soccorrere… ma -dicevamo- al di là di questo, su questa annosa questione delle mense va fatta una riflessione. Anzi due.

La prima è molto semplice, terra-terra, come si suol dire. In una mensa si spreca tanto cibo. In una mensa c’è sempre qualche bambino assente, il caso della bambina di Minerbe -con il buon senso che non manca mai alle maestre- si sarebbe potuto risolvere nel concreto. E chissà quanti casi di questo tipo si risolvono in questo modo. Siamo personalmente testimoni di scolaresche che si autotassano per pagare libri scolastici a qualche compagno in difficoltà; o di professori che provvedono in tal senso con le copie saggio.

La seconda è invece più strutturale. Verrebbe da dire: Avete voluto la bicicletta? E ora pedalate! In che senso? Ve lo diciamo subito.

Siamo convinti della profonda inadeguatezza di un sistema in cui tutto sia pianificato e statalizzato (d’altronde a riguardo la dottrina sociale cattolica parla chiaro), ma siamo altrettanto convinti che certi servizi fondamentali non possano e non debbano essere alla stregua di puri meccanismi merceologici e finanziari. Far entrare il profitto dappertutto, anche nel sistema delle mense scolastiche, dà come risultati le cose di cui stiamo parlando. D’altronde capiamo il sindaco del paese che formalmente ha dovuto tagliare la mensa alla bambina: se gli altri pagano, come si fa a legittimare chi non paga?

In tempi più seri certe sperequazioni venivano risolte dalla carità del buon senso. Oggi, che i tempi sono quelli che sono, occorre garantire graniticamente i diritti fondamentali, costi quel che costi (nel senso letterale del termine), costi anche far saltare sistema di appalti e municipalizzate.

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