Bisaccia n.60

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

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“I vivi hanno bisogno di carità più dei morti”

Georg Arnold (1834-1865) – The Jolly Old Padagogue

La vita, qui, sulla terra è quella che è: un passaggio.

Ma un passaggio altalenante, nel senso che non solo si diviene e si è soggetti a mutazione (trascorrono gli anni e s’invecchia), ma l’instabilità e l’imponderabilità incombono, a volte senza tregua.

E anche quando sembra tutto tranquillo, si sente comunque nel cuore qualcosa che si agita. Le paure non si dissolvono e rimangono sempre lì, latenti, a velare di una patina di leggera agitazione il proprio esistere …come quando, anche nelle giornate più assolate e tranquille, un leggero alito di vento può far cadere le foglie più fragili.

E’ per questo che i vivi hanno bisogno di più carità dei morti.

Certo, qui, non si tratta di pensare a quanta carità (tantissima!) abbiano bisogno le anime del Purgatorio per essere suffragate. Si tratta piuttosto di pensare a quella carità come aiuto e sostegno che la precarietà del vivere terreno mendica.

C’è un modo perché l’instabilità sia risolta: cercare la roccia e sostenersi su di essa… la roccia di Dio!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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