Chi di distruzione del Giusto ferisce… di distruzione del Giusto perisce

Ogni cammino ha bisogno di soste in cui si tira il fiato, ci si siede e si riflette per fare il punto della situazione. La “Sosta” è una riflessione su qualche fatto di attualità o di costante importanza.


di Corrado Gnerre

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, ha sentenziato che una donna avrebbe il diritto di utilizzare embrioni congelati anche dopo la separazione dall’uomo con cui aveva ottenuto il concepimento stesso.

Dunque, i giudici hanno ritenuto vincolante una decisione precedentemente formulata (quella di avere figli), anche se poi quella stessa decisione era venuta meno in quanto i due sposi avevano deciso di divorziare.

Ora, al di là dell’aberrazione della pratica di congelare gli embrioni, c’è però in questa sentenza un paradosso interessante. Meglio: è una sentenza che stabilisce un paradosso interessante. Malgrado l’ex-marito non voglia più, egli si troverà comunque a dover essere padre e quindi a sostenere economicamente un figlio che pensava ormai che non sarebbe mai venuto.

Insomma, questa aberrante tecnica in un certo qual modo “cristallizza” il tempo e le decisioni. Qui il paradosso: quello dell’eterogenesi dei fini. Quando si mira ad uno scopo, che è oggettivamente un male, non solo non si raggiunge lo scopo prefisso, ma avviene in un certo qual modo il contrario: si raggiunge l’opposto.

Le tecniche che riguardano la creazione artificiale della vita sono quelle ciò che più si pongono in maniera alternativa all’ordine naturale. Quell’ordine naturale che impone che ciò che “è” non può nello stesso tempo “non-essere”.

Fa dunque meraviglia riflettere sul fatto che ciò che stravolge e scompagina l’ordine, fallisca talmente da ripristinare quello stesso ordine che in un certo qual modo si voleva distruggere.

Lo scrittore e regista francese Marcel Pagnol disse che bisognerebbe diffidare dei tecnici, perché questi cominciano con la macchina per cucire e finiscono poi con la bomba atomica. Parole, queste, che se servono per demonizzare pregiudizialmente la tecnica, ovviamente non sono condivisibili; ma se invece servono a far capire quanta contraddizione ci possa essere in ciò che l’uomo produce con il suo ingegno allorquando perde la bussola del Vero e del Giusto… allora sì: andrebbero condivise, eccome.

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