Chi vuole equiparare gli atti terroristici degli ultimi giorni… c’è o ci fa?

REUTERS/Hannah McKay

Riportiamo da blog.ilgiornale.it, a firma di Giampaolo Rossi

Lanciare un furgone contro civili inermi che stanno uscendo da una moschea dopo aver pregato, è un crimine ignobile; un atto d’orrore e di vigliaccheria.
Darren Osborne, il “bianco” inglese di Cardiff che ha compiuto questo atto, è un miserabile e mi auguro che possa marcire in galera (o in un’ospedale psichiatrico) per il resto dei suoi giorni. Poteva essere una strage e non lo è stata per pura casualità.

Quell’uomo è stato immediatamente accusato di terrorismo; questo consentirà alla magistratura britannica di imputargli il massimo delle pene possibili per la tentata strage con l’applicazione delle aggravanti previste.

Ma chi oggi prova ad equiparare questo gesto vigliacco con il terrorismo islamista che da anni insanguina le nostre città, è un ipocrita e uno spudorato mentitore.
Chi mette sullo stesso piano la crescente islamofobia in Gran Bretagna (di cui il gesto di Osborne è ad oggi il crimine più grave) con la pianificazione di un terrore teorizzato e costruito in questi anni dal radicalismo islamico, manipola la realtà.
Parlo di voi, intellettuali buonisti, politici da sbornia multiculturale, teorici dello Ius Soli; non ci provate neppure per un secondo a pulirvi le coscienze e la responsabilità con ragionamenti tipo questo: “ecco, c’è un terrorismo islamico e uno anti-islamico e hanno la stessa matrice; in fondo si equivalgono perché tutto è uguale a tutto. Quindi non esiste un pericolo islamico per l’Occidente, semmai un pericolo terroristico (che è anche islamico) che mina la nostra tranquillità sociale”.
Quello che state cercando di far passare sui vostri media è l’ennesima dissimulazione di un problema immenso che voi avete contribuito a creare nelle nostre società.

L’ISLAMOFOBIA È TERRORISMO?

Quello dei movimenti nazionalisti a sfondo razzista è un fenomeno certo pericoloso ma ancora marginale e limitato; non è parte delle nostre paure quotidiane come lo è l’integralismo islamico.
Non abbiamo dovuto mettere soldati in assetto di guerra a vigilare metropolitane, piazze, mercati, per colpa di quelli come Darren Osborne.
L’islamofobia che cresce in Europa non è terrorismo. Almeno per ora. Lo potrà diventare solo se l’Europa sarà permissiva, debole, vigliacca, come lo è stata in questi anni con il radicalismo islamico a cui è stato concesso di crescere indisturbato in molte nostre città.

Dietro l’uomo bianco di Cardiff non ci sono nazioni straniere che finanziano le sue organizzazioni terroristiche; come da anni fanno Arabia Saudita e Qatar.
L’uomo di Cardiff non è stato indottrinato dentro una chiesa cristiana (cattolica o protestante) da un prete che lo ha benedetto dicendogli che è bene uccidere musulmani in nome di Dio o di Gesù; come fanno molti imam integralisti che predicano nelle moschee delle città europee.
Quell’uomo non ha imparato a scuola un integralismo religioso che nega e distrugge i valori della società in cui vive; come invece accade in molte scuole coraniche salafite autofinanziate dagli stessi musulmani occidentali.
Il quartiere di Cardiff da cui lui viene non è una zona franca allo Stato di Diritto dove è concesso che ci sia una “Polizia Ariana” o un “Tribunale della Razza”: come invece avviene ormai in alcuni quartieri di Londra, Amsterdam o Stoccolma controllati da Polizie e Tribunali della Sharia.
Quell’uomo non è stato addestrato ad uccidere nei campi di guerriglia degli eserciti di Dio, né è tornato dopo aver combattuto in una Guerra Santa, come molti foreign fighters islamici prima di compiere stragi in Europa.
L’Occidente inizi a guardare con realismo cosa sta succedendo.

LA CAUSA? ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA

In questo momento in Siria ci sono musulmani che stanno dando la loro vita per combattere il terrorismo; musulmani che difendono i cristiani perseguitati dai jihadisti.
I governi occidentali, invece di stare dalla loro parte, sono alleati di nazioni che il terrorismo islamico lo finanziano e lo esportano (Arabia Saudita e Qatar in primis); promuovono guerre umanitarie il cui unico risultato è radicalizzare masse islamiche e diffondere l’estremismo; destabilizzano il Medio Oriente generando l’immigrazione di massa che si riversa nei nostri paesi alterando da qui ai prossimi 30 anni l’equilibrio demografico, sociale e culturale.

Quando il Presidente turco Erdogan (membro della Nato) invita i suoi fratelli musulmani in Occidente a fare “non 3 ma 5 figli perché voi sarete il futuro dell’Europa”, e il governo italiano si appresta a votare lo Ius Soli (aprendo la strada a questa follia per altri paesi europei), ci troviamo di fronte ad una rimozione della realtà che non farà altro che aumentare conflitti.

L’Islamofobia nega i valori delle società che pretende di difendere; è una contraddizione che nasce da una frustrante paura per ciò che l’Europa è diventata in questi ultimi 20 anni, per la percezione di un cambiamento imposto che sta stravolgendo le nostre vite; imposto attraverso i processi di immigrazione indotta e multiculturalismo.
Per questo non vi azzardate a confondere le acque: l’uomo di Cardiff non è la causa di tutto questo; semmai è una reazione criminale, un campanello di allarme di ciò che voi state consentendo e che si chiama: islamizzazione dell’Europa.

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