Sosta: Come capire per non disperarsi?

Come capire per non disperarsi?

L’uomo medioevale aveva una capacità sapiente, quella di capire che la realtà, così anche la vita, non possono essere lette solo come appaiono, ma che queste riconducono sempre comunque ad un significato che è molto più grande.

Questa posizione faceva sì che si evitassero due errori. Quello di ridurre la realtà a pura casualità, ma anche quello di soccombere dinanzi ai fatti mitizzandoli talmente da crederli esito di un destino inevitabile.

Piuttosto era una posizione capace di individuare una soluzione intermedia a questi due errori. Quella di cogliere la compenetrazione tra realtà naturale e realtà soprannaturale, evitando tanto il “naturalismo” quanto il “soprannaturalismo”.

Ed è da questa sapienza che dobbiamo attingere per non rimanere “sospesi” dinanzi a fenomeni che mettono indubbiamente in crisi come quello dei recenti terremoti in Italia Centrale.

C’è un’immagine da cui si deve partire e che dovrebbe saperci guidare, sempre che vogliamo farci condurre da quell’unica sapienza che rende davvero “giustizia” alle cose.

L’immagine è quella della Basilica di San Benedetto ormai in rovina e dinanzi ad essa un gruppo di persone, fra cui dei frati e delle suore, in ginocchio a pregare; e accanto a loro dei vigili del fuoco intenti ad intervenire.

Queste tre componenti, la Basilica in rovina, gli uomini che pregano e i vigili del fuoco, manifestano l’Evento e quale dovrebbe essere la Risposta dinanzi a ciò che drammaticamente è accaduto.

Perché quegli uomini sono in ginocchio? Perché c’è stato il terremoto che può nuovamente mettere in pericolo le vite umane? Certamente. Ma anche perché quel terremoto ha distrutto un simbolo.

Perché questo è avvenuto? Perché Dio lo ha permesso? Che forse siamo ormai arrivati al punto in cui la rovina di una basilica così importante, e per giunta dedicata al Santo che ha fatto l’Occidente, sia l’immagine più chiara e -ahinoi- più incisiva della dissoluzione di un mondo?

Capite bene che qui sta il senso di tutto.

E dinanzi a questo senso la risposta è la preghiera (che in questo caso è anche invito alla conversione e alla penitenza), ma anche l’azione per sovvenire, per aiutare e per far fruttificare tutti quei talenti che Dio ha donato e di cui si dovrà rispondere qualora fossero stati tenuti egoisticamente per sé.

Preghiera e azione dinanzi ad un evento che non è né solo “caso” né solo “ineluttabile accadimento”.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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