Complici della tratta delle schiave non solo i clienti delle prostitute… ma anche chi continua a lanciare segnali di facile accoglienza

Il sito vaticaninsider.it ha pubblicato un articolo a firma di Francesco Peloso, dal titolo Prostituzione, la tratta delle minorenni africane tra social e mafie.

Ne riportiamo una sintesi:

È una ragazza fra i 14 e i 20 anni, vive da sola o in una famiglia che ha problemi economici, spesso nel sud della Nigeria; viene avvicinata da una “maman” sui 40 anni, una donna dall’aspetto benestante che la invita ad andare in Europa dove troverà lavoro e facili guadagni. Oppure viene contattata all’interno di una delle tante chiese pentecostali sorte di recente dove pensa di trovare un ambiente sicuro, può essere un donna a parlargli o anche un «pastore». A volte viene illusa attraverso un messaggio via Facebook o Whatsapp di un futuro «fidanzato» che l’aspetta in Italia e ha già fatto domanda d’asilo e la invita a raggiungerla. In altri casi, invece, viene sottoposta a rituali magici durante i quali farà promesse che non potranno essere spezzate altrimenti succederà qualcosa di brutto a lei o ai suoi familiari.

(…) 

Il viaggio fino all’Italia è lungo, si passa dalla Nigeria al Niger alla Libia, fino a Tripoli, poi salirà sul gommone che la porterà in Italia. Ma il percorso non è indolore: quasi certamente sarà stuprata, anche dalle forze di polizia che controllano i confini, mentre una rete di organizzatori, di “drivers”, segue costantemente il suo viaggio; sono loro che la aiutano a superare le frontiere e a raggiungere le nostre coste. Una volta in Italia, fatto l’ingresso in un centro di accoglienza, la ragazza dovrà comporre un numero di telefono che le era stato consegnato alla partenza, entrerà così in contatto con chi non le regalerà il sogno di una vita migliore ma l‘inferno della prostituzione sulle strade italiane. La “maman” altro non è che una delle organizzatrici della tratta, i l traffico di esseri umani, di giovani e giovanissime ragazze africane, tenuto in piedi da organizzazioni criminali etniche e italiane e che sfrutta anche le debolezze del sistema di accoglienza, una rete transnazionale che genere guadagni vertiginosi, totalmente illegale, tanto che è difficile dire quante sono le ragazze sulla strade, di sicuro decine di migliaia, fra 50 e 100mila. 

(…)

 Il viaggio, costa 35-40mila euro, una cifra molto alta, è questa del resto una caratteristica della tratta a fini sessuali, è una forma di sfruttamento per la quale ci sono moltissimi intermediari da pagare, dalle madame, ai “drivers”,alle varie mafie. Il fenomeno inoltre cambia continuamente: fino ad ora il ruolo importante è stato giocato da queste madame, donne intorno ai 40 anni che fanno la spola Italia-Nigeria per organizzare il traffico. 

(…)

Dall’esperienza sul campo e dalla collaborazione con le Forze dell’ordine, «emerge sempre di più una connivenza fra le organizzazioni criminali africane e quelle italiane, come la ‘ndrangheta e la camorra», in particolare nelle regioni del sud. 

Il Papa il 19 marzo scorso, sollecitato da questa questione, ha attaccato gli italiani che sfruttano questo turpe commercio rendendosi clienti delle prostitute.

Giustissimo!

Ma c’è un’altra questione a monte, che l’articolo di vaticaninsider.it non sembra porsi, ovvero il fatto che lanciare dei messaggi di facile, se non facilissima, accoglienza, e quindi non caldeggiare (anzi!) l’uso di regole per governare in senso restrittivo il fenomeno immigrazionistico è anch’esso un rendersi complice (anche se involontario) di questo turpe mercato.

Ciò non può non essere detto.

 Se i poveri disgraziati e disgraziate che cadono nelle rete di trafficanti e di personaggi senza scrupoli, sapessero che nelle terre di approdo non si scherza, che chi intraprende un viaggio pieno di pericoli pagando fior di quattrini sarà quasi certamente riportato in patria… non partirebbero di certo.

La bontà deve sempre far rima con verità… altrimenti si tratta di una bontà che facilita proprio ciò che vorrebbe condannare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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1 Comment on "Complici della tratta delle schiave non solo i clienti delle prostitute… ma anche chi continua a lanciare segnali di facile accoglienza"

  1. Anche parlando ai giovani il Papa ha deprecato la piaga della prostituzione. Non mi pare una “piaga” della gioventù attuale. La “libertà” nei rapporti sessuali è molto grande, quindi – almeno nella gioventù medio/bassa – la questione non si pone. FOrse un discorso sulla masrurbazione sereno e liberatorio potrebbe aiutare perché un giovane la eviti o se ne liberi. Spesso mi domando di quale mondo si parli: nell’esperienza non è quello attuale.

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