Cosa deve fare un fedele in merito a ciò che papa Francesco ha detto su “Amoris Laetitia”?

Selezioniamo da un articolo di monsignor Antonio Livi (Le intenzioni del Papa non cambiano la dottrina), pubblicato da lanuovabq.it un passaggio riguardante come un fedele debba rapportarsi alla dichiarazione di papa Francesco in merito alla Lettera dei Vescovi argentini sull’Amoris Laetitia

(…) Infine, se si tratta di uno dei destinatari indiretti della AL, ossia di un comune fedele, sia ecclesiastico che laico, costui è tenuto anche oggi a rispettare e venerare il Papa, chiunque egli sia, senza per questo sentirsi obbligato a considerare de fide divina et catholica ciò che egli ha proposto, non come una precisa dottrina dogmatico-morale ma solo come vaghi e contraddittori argomenti filosofico-teologici a sostegno delle sue indicazioni pastorali. Come ho già detto, il fatto di includere formalmente la dottrina della AL tra i documenti del magistero ordinario del papa non implica che essa sia sostanzialmente tale da vincolare tutti i fedeli all’assenso, come parte del sistema della fede. Di conseguenza, un comune fedelesoprattutto se è un teologo, non deve sentirsi in coscienza privato della libertà di pensiero per quanto riguarda un proprio giudizio sulla prassi voluta da papa Francesco, la quale, a parere di molti cattolici competenti (ad esempio i filosofi Robert Spaemann, Stalislaw Gryegel e Joseph Seifert, oltre ai teologi firmatari della Correctio filialis, tra i quali notoriamente ci sono anch’io), comporta il rischio di contribuire alla diffusione delle eresie nella Chiesa di oggi.

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