Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere santi – Chiara Corbella

Circola tra i giovani, addirittura negli stessi ambienti parrocchiali, il titolo di una canzone di un noto cantante: “Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”. Si tratta di uno slogan che potrebbe essere interpretato a favore di persone che avrebbero il “coraggio” di peccare come desiderano. Bisogna invece rispondere con un altro slogan: “Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere santi “. Partendo da questo slogan, un nostro pellegrino, che preferisce firmarsi con “Un cattolico italiano”, ci proporrà periodicamente delle brevi testimonianze di vita di giovani che hanno vissuto una dimensione non di “dissoluzione”, ma “eroica” di offerta delle proprie sofferenze per Cristo.

Chiara Corbella

di Un cattolico italiano

Chiara Corbella è stata una cristiana sulle orme di San Francesco: la sua stessa storia d’amore col suo compagno di vita e marito, Enrico, nasce ad Assisi e viene coronata nel Matrimonio nello stesso magnifico borgo umbro.

Nel Matrimonio – scriveva Chiara – il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita, ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgenti “.

Chiara ed Enrico hanno perduto prematuramente i primi due figli, ai quali furono diagnosticati in gravidanza malformazioni congenite. Rifiutarono categoricamente qualsiasi idea di aborto, accogliendo con gioia la nascita e la morte dei due bambini.

Arriva poi una terza gravidanza: Francesco, un bambino sanissimo.

Tuttavia, alcune lesioni caratteristiche osservate in Chiara aprono la strada del suo calvario: le viene diagnosticato un terribile tumore, che lei chiama “il drago”.

Le sue parole sono testimonianza del suo Sì di fronte al Signore: “Per la maggior parte dei medici, Francesco era solo un feto di sette mesi, e quella che dovevo essere salvata ero io. Ma io non avevo nessuna intenzione di mettere a rischio la vita di Francesco per delle statistiche per niente certe, che mi volevano dimostrare che dovevo far nascere mio figlio prematuro per potermi operare“.

Chiara sceglie personalmente un team di medici che la seguano senza minimamente intaccare la sua gravidanza.

Francesco nasce sano e Chiara incomincia le sue cure, lasciate in sospeso per salvaguardare la vita del nascituro.

Morì un anno più tardi, senza mai perdere quel meraviglioso sorriso che testimoniò fino alla fine la luminosità dei figli di Dio e la perfetta letizia del serafico Francesco.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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