Dio non ama l’Umanità… ama l’uomo!

SCRITTO DAL C3S

“Noi scegliamo i nostri amici e i nostri nemici, ma è Dio a scegliere il nostro vicino di casa. Ed eccolo arrivare, rivestito di tutti gli incuranti orrori della natura, strano come le stelle, sprezzante e indifferente come la pioggia. Egli è l’Uomo, la più terribile delle bestie. Ecco perché le antiche religioni e l’antica lingua delle Scritture davano prova di una saggezza tanto sottile quando parlavano, non del dovere dell’uomo verso l’umanità, ma del dovere dell’uomo verso il suo vicino. Il dovere verso l’umanità può spesso assumere la forma di una scelta personale o addirittura piacevole. Quel dovere può essere un passatempo o può addirittura essere una dissipazione. Possiamo lavorare nell’East End perché siamo particolarmente adatti a lavorare nell’East End o perché pensiamo di esserlo; possiamo lottare per la causa della pace internazionale perché amiamo molto lottare. Il più atroce martirio, l’esperienza più ripugnante possono essere il risultato di una scelta o di una sorta di inclinazione. Possiamo essere fatti in maniera tale da amare particolarmente i folli o avere uno speciale interesse per la lebbra. Possiamo amare i negri perché sono neri o i socialisti tedeschi perché sono pedanti. Ma dobbiamo amare il nostro vicino perché è lì: una ragione molto più allarmante per un’operazione molto più seria. E’ il campione di umanità che ci è capitato in sorte. Egli è tutti proprio perché potrebbe essere chiunque. E’ un simbolo perché è un caso.”

Le parole che abbiamo appena lette sono di un grande scrittore inglese, un ex-anglicano convertitosi al cattolicesimo, Chesterton (1874-1936). Ebbene, questo grande scrittore dice una cosa molto vera e su cui non riflettiamo mai abbastanza, è una cosa che non dice esplicitamente ma che fa ugualmente capire in maniera chiara: Gesù Cristo non ci ha detto di amare l’umanità, ma il prossimo.

Dio non ama l’umanità ma l’uomo singolarmente considerato, perché l’umanità è un concetto e l’amore di Dio è rivolto alla persona concreta, è interpersonale, e non tende alla concettualizzazione e all’astrazione. Ora, servendoci di queste belle parole di Chesterton, vogliamo far capire un’altra cosa, anche se è simile: l’uomo è chiamato da Dio ad amare veramente e non astrattamente. L’uomo non può amare l’ideale astratto, piuttosto deve amare la realtà concreta che gli è dinanzi e che coinvolge fattualmente la propria vita. Per l’uomo (e diciamolo francamente: per tutti noi) è più o meno facile amare il proprio simile in quanto essere umano generalmente e astrattamente inteso, diventa molto più di difficile amarlo quando questo uomo, generalmente inteso, si trasforma in “vicino”, cioè in prossimo. E’ allora che cerchiamo di “giustificare” la nostra pigrizia in mille modi. Un po’ come succede per quei tizi (e sono tanti … e siamo tanti) che si auto-convincono che la propria inazione si debba non a se stessi ma sempre a qualcosa che non funziona come dovrebbe.

Soffermiamoci adesso sulle parole della citazione: (Il vicino) è il campione dell’umanità che ci è capitato in sorte …” Sono parole che (non esageriamo) possiamo considerare un “manifesto” contro quello che è un tratto tipico della modernità: la dimensione ideologica e utopica. Questa vien fuori a causa dell’abbandono del realismo filosofico, abbandono che la modernità decide di operare perché esso (il realismo filosofico) è troppo vincolato all’accettazione del reale, e pertanto costringe l’uomo nel suo limite, nella sua dipendenza, quindi nel suo essere creatura. La dimensione ideologica e utopica sostituisce il reale vero con un reale immaginario che si conforma ai propri desideri. Da qui la sostituzione, per esempio, delle libertà concrete con l’astratta Libertà, della realizzazione della giustizia concreta con l’astratta Giustizia, fino ad arrivare alla sostituzione dell’uomo concreto, vicino e con i suoi reali bisogni, con l’Uomo con la “U” maiuscola.

Con la modernità i diritti dell’uomo sono diventati protagonisti, tutti ne parlano, in un certo qual modo sono “vessillati” su tante bandiere, eppure mai come negli ultimi secoli sono stati così fortemente calpestati; il XX secolo è stato il secolo che ha fatto più morti ammazzati, più di tutti i secoli precedenti. Per non parlare del fatto che più si parla di diritti dell’uomo e più le legislazioni li disconoscono arrivando a legalizzare ciò che vi è di più ingiusto: l’uccisione di tanti bambini innocenti nel grembo delle proprie madri.

La spiegazione è proprio in ciò che ci dice Chesterton:  “ (…) dobbiamo amare il nostro vicino perché è lì: una ragione molto più allarmante per un’operazione molto più seria. E’ il campione di umanità che ci è capitato in sorte. Egli è tutti proprio perché potrebbe essere chiunque. E’ un simbolo perché è un caso.”

Oggi si parla tanto di carità, di amore in favore di chi è più in difficoltà, si organizzano convegni, raccolte fondi, attività varie per lenire le indigenze di chi è lontano … ma il vicino? Il vicino della porta accanto che può essere il bambino che non ha il pancino gonfio come i bambini africani ma che soffre perché i genitori si stanno separando, che può essere il bambino che sta ancora nel grembo di una madre la quale sta pensando seriamente di sbarazzarsene, che può essere il proprio padre troppo anziano, la propria madre troppo anziana, il nonno e la nonna che non sono più autosufficienti e che vanno curati e a cui bisogna cambiare il pannolone, questi no, a questi non pensiamo più.

L’amore che noi oggi amiamo non è l’amore vero, quello che si lascia giudicare dalla verità, ma l’idea-di-amore, un’idea che costruiamo lasciandoci guidare dai nostri gusti, un’idea-di-amore che acquistiamo con il nostro pensiero e che ci servirà come il bel vestito che abbiamo acquistato per la cerimonia di rito.

E’ il controsenso di un tempo che ha dimenticato tutto perché ha dimenticato la Verità, di un tempo così paradossale che non ha tanto modificato l’amore in odio quanto svuotato l’amore trasformandolo in ideologia.

Il buon Chesterton lo aveva capito bene.  

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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