Diritto Naturale e “Diritto della Natura” non sono la stessa cosa… ma molti non lo sanno

Il filosofo Emanuele Severino dalle pagine del Corriere della Sera molto tempo fa disse che la famiglia monogamica sarebbe nata con il Cristianesimo, cioè sarebbe una sorta di “invenzione” cristiana.

E’ questa, ovviamente, un’affermazione che non sta né in cielo né in terra e verrebbe da chiedersi come sia possibile che intellettuali così ricercati dai grandi mezzi d’informazione arrivino ad affermare simili sciocchezze. Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Sulle pagine di Avvenire -con intenzione certamente lodevole- fu subito data risposta alla sciocchezza affermata da Severino: i professori Francesco Paolo Casavola e Marta Sordi dimostrarono quanto fosse diffusa la famiglia monogamica in epoca romana.

Intenzione lodevole dunque, ma –aggiungiamo noi- incompleta. Vediamo perché.

Oggi più che mai è importante spiegare e far capire cosa debba intendersi per diritto naturale. Infatti, una volta che si  hanno le idee chiare sul diritto naturale, si può capire anche la naturalità della famiglia monogamica indipendentemente dalla sua esistenza nei vari contesti storici.

Prima di tutto va detto che il diritto naturale non è il diritto della natura.

Questo significa due cose.

Primo: non tutto ciò che avviene nella natura è di per sé naturale.

Secondo: ciò che è naturale non è detto che debba necessariamente e storicamente essere presente in tutti i contesti culturali.

Chiariamo.

Non tutto ciò che avviene in natura è di per sé naturale, cioè è di per sé conforme all’ordine naturale delle cose. Per esempio, la cultura omosessualista si fa forte del fatto che anche tra gli animali sarebbe presente la pratica omosessuale. Ora, ammesso e non concesso che sia così (cosa che non è: clicca qui), va detto che tra gli animali esiste anche l’incesto, e nessuno (almeno così dovrebbe essere) si sognerebbe di affermare che l’incesto sia secondo l’ordine naturale delle cose.

Abbiamo però anche detto che non tutto ciò che è naturale potrebbe essere automaticamente presente in tutti i contesti culturali. Si arriverebbe ad una conclusione del genere se lo studio della storia sfuggisse ad un’indagine più profonda, ovvero ad un’indagine di teologia della storia.

Dopo il peccato originale il mondo è caduto sotto la sovranità del demonio che ha cercato incessantemente di sovvertire il costume degli uomini, arrivando anche ad istituzionalizzare il vizio e il peccato e a diffonderli nella maggioranza (attenzione: maggioranza!) degli uomini.

Tutto questo ci convince di due cose.

Primo: non affermando più queste verità (ovvero che non tutte le culture e le civiltà sono conformi all’ordine naturale delle cose), gran parte della cultura cattolica contemporanea si mostra condizionata e compromessa da un pericoloso relativismo culturale.

Secondo: un’adeguata indagine filosofica e storica, pur rispettando la dovuta autonomia disciplinare, non può fare ameno di partire dalla ragion d’essere teologica di ogni ramo del sapere; cioè che la conoscenza, qualsiasi essa sia, deve fare riferimento ad un’origine comune, un’Origine con la “O” maiuscola. Un grande pensatore cattolico controrivoluzionario, lo spagnolo Juan Donoso Cortes (1809-1853), scrisse: “Se tutto si spiega in Dio e attraverso Dio, e se la teologia è la scienza di Dio, nel quale e mediante il quale tutto si spiega, la teologia è la scienza di ogni cosa.”

E’ la reductio ad unum, che fu della sapiente cultura medievale!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Share on:

1 Comment on "Diritto Naturale e “Diritto della Natura” non sono la stessa cosa… ma molti non lo sanno"

  1. Ettore Gotti Tedeschi | 17 febbraio 2019 at 20:49 | Rispondi

    se anche fosse che è stata la religione cristiana a “inventare la famiglia ” solo per questo bisognerebbe diventare cristiani, o almeno dare il Nobel alla famiglia…

Leave a comment

Your email address will not be published.


*