“E’ in stato di dannazione un sacerdote che confessa senza la sufficiente scienza”… parola di sant’Alfonso

di Pierfrancesco Nardini

Quante volte è capitato di imbattersi in un confessore che non brillava per ortodossia cattolica, nei modi come nella dottrina?

Chi scrive si è trovato di fronte sacerdoti che vestivano come lui (ed è paradossalmente il minimo), preti che sostenevano si possa prendere la Comunione prima di confessarsi anche se in peccato grave, altri che non assolvevano. Insomma, chi più ne ha più ne metta.

Sono tutti episodi accomunati da un unico elemento: l’evidente poca conoscenza dell’autentica dottrina cattolica, ed anche del Codice Canonico.

Le cause di questa situazione si conoscono e se ne è parlato spesso e se ne parlerà ancora. Ragioniamo con queste poche righe su uno dei suoi tanti effetti.

Se non si conosce l’autentica dottrina, è palese che non si renda un buon servizio al penitente che, con piena confidenza nell’autorevolezza del luogo e del confessore, si apre a questo Sacramento.

Come può, infatti, un confessore essere d’aiuto ad un fedele che, ad esempio, è caduto in un peccato mortale della carne, se quel sacerdote vede questi peccati come di poco conto? O che tipo di aiuto potrebbe dare il sentirsi dire che ci si può avvicinare alla Comunione, confessandosi dopo, seppur in peccato grave?

Sembra evidente che più che aiuto in questi casi si rischia di mettere in difficoltà il penitente, se non preparato? Lo stesso, infatti, vivrebbe con tranquillità i successivi peccati della carne, sdoganati in confessionale, o si accosterebbe alla Comunione in peccato mortale, col rischio di non denunciarlo nella successiva confessione.

Quanto sia importante la preparazione di un confessore lo evidenzia l’attenzione che sant’Alfonso Maria de’ Liguori metteva su questo argomento. Arrivava addirittura ad affermare che ” (…) è certo che è in stato di dannazione un confessore che senza la sufficiente scienza si espone a sentir le confessioni“.

La durezza di questa frase serve a sottolineare la necessità assoluta di avere sacerdoti preparati e ben formati.

Ancora oggi, nonostante la crisi, anche l’attuale Codice di Diritto Canonico lo evidenzia: “(…) il confessore, in quanto ministro della Chiesa, nell’amministrazione del sacramento aderisca fedelmente alla dottrina del Magistero e delle norme date dalla competente autorità” (can. 978, § 2).

Preghiamo la Vergine Santissima affinché aiuti i sacerdoti ad essere sempre più preparati e ben formati per il Sacramento della Confessione.

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