E se per quello che sta accadendo tornassimo a parlare dei “peccati sociali”?

In questi giorni -è inutile negarlo- c’è uno sforzo generale per capire come mai stia accadendo ciò che sta accadendo.

Il cristiano lo deve fare. Non può limitarsi a constatare, deve cercare di capire, deve cercare di scorgere il perché Dio, che è il Signore della Storia sempre e comunque, stia permettendo tutto questo.

Molti si sono cimentati anche in interpretazioni “complottistiche”, che però lasciano il tempo che trovano. Non che sotto questo cielo (come si suol dire) tutto sia possibile, ma perché a riguardo occorrono non solo prove, ma anche logica. E alla fine -lo stiamo vedendo- c’è  un mega-sistema di “poteri forti” che sta pagando un salario alto, altissimo, per ciò che sta accadendo. Nella giornata di ieri finanche il Comitato Olimpico si è dovuto arrendere e decidere per il rimando delle Olimpiadi di Tokyo, evento che ha un giro di affari elevatissimo. Le agenzie di rating parlano di recessione mondiale da cui non sarà facile venirne fuori, fermo restando che dopo ogni crisi l’effetto “rimbalzo” c’è sempre.

Tutto questo ci spinge a pensare (al di là di ogni altra ipotesi) che si tratti di una vera e propria “lezione” che la Provvidenza stia dando al nostro mondo. Una “lezione” che sta smontando un mondo che sembrava fortissimo, ma che adesso si palesa nella sua enorme fragilità: un virus invisibile sta distruggendo un mega-sistema. Poi -è chiaro- si vedrà, a tempesta finita, fino a che punto l’uomo avrà saputo far tesoro dell’ammonimento.

Detto questo, bisogna capire perché dal punto di vista cattolico è perfettamente logico che Dio possa castigare le società.

La teologia della storia ha sempre affermato che mentre gli uomini ricevono dalla giustizia divina il loro premio o il loro castigo principalmente nell’eternità, possedendo un’anima immortale; le società, invece, devono ricevere i loro premi e i loro castighi nel tempo, non essendo, queste, destinate ad una dimensione ultraterrena.

Ma c’è anche un altro motivo che rende ragione a questo assunto soprattutto per i nostri tempi.

I peccati individuali sono sempre esistiti e sempre esisteranno; e ovviamente ogni peccato mortale costituisce il problema più grave (ne basta uno solo per meritarsi l’inferno); ma per questi c’è appunto l’inferno. Per i peccati sociali no. I peccati sociali devono essere scontati nella Storia.

Quali sono i peccati sociali? Sono i peccati di cui si macchia una società, una collettività, uno Stato. Sono quei peccati che si esplicano con leggi contrarie alla legge naturale e cristiana. Si pensi all’aborto, alla negazione dell’esclusività del matrimonio tra uomo e donna, alla possibilità di “fabbricarsi” figli con l’utero in affitto …e la lista -ahinoi!- sarebbe molto lunga.

Concludiamo con queste parole che Pio XII scrisse nell’enciclica Datis Nuperrime del 5 novembre del 1956: “Il Signore come giusto giudice, se punisce spesso i peccati dei privati soltanto dopo la morte, tuttavia colpisce talora i governanti e le nazioni stesse anche in questa vita, per le loro ingiustizie, come la storia ci insegna.”

Appunto: come la storia, anzi il presente, ci insegna!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

CONDIVIDI

2 Comments on "E se per quello che sta accadendo tornassimo a parlare dei “peccati sociali”?"

  1. Diciamolo di più, senza paura che questa società è marcia

  2. Sono d’accordo con l’Autore dell’articolo sul fatto che quanto stiamo vivendo in questi giorni sia un avvertimento provvidenziale.
    Ma mi sia consentito esprimere, a tal proposito, altre due considerazioni, una concernente il piano sociale e l’altra il piano individuale.
    Orbene, sul piano sociale, la situazione attuale costringe a mettere la vita umana dinanzi al “dio denaro” e a sacrificare la libertà individuale in nome del bene comune.
    Sul piano individuale, invece, l’isolamento in cui ci troviamo a vivere oggi costituisce – per chi la vuole cogliere – l’opportunità per un profondo esame di coscienza su quella che è stata fino ad oggi la nostra vita.
    In entrambi i casi, mi sembra che le difficoltà attuali, costituiscono in realtà un’importante occasione di ravvedimento sia collettivo che individuale da non sprecare.
    Cordialiter

Leave a comment

Your email address will not be published.


*