Enciclopedia Apologetica: Feuerbach (apologetica filosofica)

Enciclopedia Apologetica “San Giuseppe, Custode della Verità”

Il Secondo Sentiero (La Verità va conosciuta: apologetica per dimostrare la verità del Cristianesimo) si affida a San Giuseppe, Colui che fu chiamato dalla Provvidenza, in obbedienza totale e offrendo tutto se stesso, a proteggere e a custodire la Verità.

Feuerbach

(apologetica filosofica)

La vita e le opere

Il tedesco Ludwig Feuerbach nacque a Landshut, in Baviera, nel 1804 e morì a Norimberga nel 1872. Hegel ce lo ha sulla coscienza: ascoltando le sue lezioni a Berlino, Feuerbach si entusiasmò alla filosofia e decise di non abbandonarla.

Le opere più importanti di Feuerbach sono: Pensieri sulla morte e l’immortalità (1829), Essenza del cristianesimo (1841), Principi della filosofia dell’avvenire (1843) ed Essenza della religione (1846).

L’uomo è ciò che mangia

Sentite che nobiltà di ideali manifesta Feuerbach: “La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia.”

L’uomo, pertanto, altro non sarebbe che la sua pancia. Un’affermazione del genere è non solo di uno squallore abissale, ma è anche palesemente contraddittoria. Dire che l’uomo è solo il suo corpo è una chiara attestazione che l’uomo non è solo il suo corpo. Guarda caso solo l’uomo può essere “materialista”, l’animale, che è davvero solo materia, non può essere “materialista” perché non può teorizzare il materialismo. L’assurdità del materialismo è che per dire che esiste solo materia si deve teorizzare tale affermazione, il che dimostra che non esiste solo la materia ma anche il pensiero che orienta la materia.

Viene da pensare ad un aneddoto che toccò al grande scienziato cattolico Louis Pasteur. Un giorno, un suo collega, sapendolo credente, gli disse: “Ma come fai tu, scienziato di grande fama, a credere che esista nell’uomo un’anima immortale?” Pasteur giustamente gli rispose zittendolo: “La tua stessa domanda me lo dimostra!” Infatti, solo l’uomo può avere il concetto di immortalità. Anche l’uomo che nega l’immortalità, deve poter pensare e teorizzare l’immortalità; e ciò è una dimostrazione che il suo essere non è riducibile alla materia.

Su Hegel …ci prende

Si sa però che se esiste la verità assoluta (ed esiste!), non esiste l’errore assoluto. E ciò, per certi versi, rende l’errore più pericoloso perché esso, affermando anche qualcosa di vero, può essere più difficilmente capito nella sua indubbia pericolosità. Ed è così che anche Feuerbach, tra tante sciocchezze, dice qualcosa di vero. E lo fa nel momento in cui interpreta Hegel. Nei suoi Pensieri sulla morte e l’immortalità, criticando la religione, afferma che l’immortalità individuale è incompatibile con il pensiero hegeliano, proprio perché tale pensiero ha un fondamento panteistico, dunque immortale sarebbe solo l’umanità storica in divenire. Analisi indubbiamente corretta, perché logicamente l’impostazione hegeliana causa questa deriva.

Dio è solo la materializzazione dei desideri umani

Ma torniamo alle sciocchezze.

Nell’opera Essenza del cristianesimo Feuerbach interpreta la coscienza religiosa in termini di “alienazione”. Non sarebbe Dio aver creato l’uomo, ma il contrario: è l’uomo ad aver creato Dio, per porre in Dio stesso la realizzazione dei propri intimi ma irrealizzabili desideri. Egli scrive: “Presupposto della religione è il contrasto tra volere e potere, desiderare e ottenere, intenzione ed esito, rappresentazione e realtà, pensare ed essere. Nel volere, nel desiderare, nel rappresentare, l’uomo è limitato, libero, onnipotente-Dio; ma nel potere, nell’ottenere, nella realtà, è condizionato, dipendente, limitato –uomo- uomo, nel senso di essere finito, contrapposto a Dio. L’abolizione di questa antitesi è la tendenza, il fine della religione; è l’essere, appunto, nel quale è abolita, l’essere nel quale è possibile o piuttosto reale quel che rispetto ai miei desideri e alle mie rappresentazioni è possibile, ma rispetto alle mie forze è per me impossibile – è l’essere divino. Il desiderio è l’origine, l’essenza stessa della religione. L’essenza degli dei non è nient’altro che l’essenza del desiderio.”

Da qui, però, sempre secondo Feuerbach, scaturirebbe un problema, e cioè che, pensando a Dio, l’uomo si alienerebbe dalla vita e di conseguenza s’impoverirebbe. La filosofia, pertanto, dovrebbe aiutare l’uomo a prendere consapevolezza di tutto questo … peccato che nemmeno lui, con la sua filosofia, riuscì a salvare se stesso: morì dimenticato da tutti e in miseria nel 1872.

…ma l’alienazione è dell’uomo senza-Dio

Questo particolare (la brutta morte che toccò a Feuerbach) non è di poco conto. Proprio la società attuale dimostra quanta alienazione vi sia in conseguenza non solo della perdita dei valori fondamentali, ma anche della perdita di quel Senso ultimo della vita che solo il riconoscimento di Dio può conferire. Certi malesseri sociali sono l’esito inequivocabile di un disorientamento esistenziale la cui causa è molto chiara, ed è appunto la perdita del Significato e del Fine. L’uomo, quando non sa dove andare, finisce con il ciondolare, è solo quando ha chiara la mèta che il suo passo diviene spedito e costante.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Share on:

Be the first to comment on "Enciclopedia Apologetica: Feuerbach (apologetica filosofica)"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*