Esame di Stato? No: Esami di “politicamente corretto”!

SCRITTO DAL C3S

Nei giorni successivi è sempre un gran parlare delle tracce riguardanti gli Esami di Stato. Quest’anno l’attenzione si è concentrata sul poeta Caproni, forse perché per molti è sconosciuto e certamente pochi, se non pochissimi, docenti di lettere sono riusciti, a lezione, a fare qualche riferimento alla sua poetica.

Ebbene, i versi di Giorgio Caproni che sono stati proposti per l’analisi del testo sono quelli della poesia: «Versicoli quasi ecologici».

La poesia recita: «Non uccidete il mare,/ la libellula, il vento./ Non soffocate il lamento/ (il canto!) del lamantino./ Il galagone, il pino:/ anche di questo è fatto/ l’uomo. E chi per profitto vile/ fulmina un pesce, un fiume,/ non fatelo cavaliere/ del lavoro. L’amore/ finisce dove finisce l’erba/ e l’acqua muore. Dove/ sparendo la foresta/ e l’aria verde, chi resta/ sospira nel sempre più vasto/ paese guasto: Come/ potrebbe tornare a essere bella,/ scomparso l’uomo, la terra».

Giovanni Fighera su la nuovabq.it ha giustamente scritto: “Gli ultimi due versi mi trovano in totale disaccordo con Caproni. Il poeta non può arrivare ad affermare che la terra senza l’uomo potrebbe ritornare ad essere bella. Per dirla con il Pirandello de ‘Il fu Mattia Pascal l’uomo’ è «questa bestia che ruba, questa bestia che uccide, questa bestia bugiarda, ma che pure è capace di scrivere la Divina Commedia […] e di sacrificarsi  come ha fatto» la madre di ciascuno di noi. L’uomo è capace di apprezzare la bellezza del creato e di riflettere sul creato, l’uomo è «canna pensante» per dirla con Pascal, l’uomo stesso è artefice di bellezza, non solo deturpa l’ambiente, ma lo rende spesso più bello. Pensiamo al paesaggio antropizzato delle colline toscane. Potrei portare tanti altri esempi volti a mettere in rilievo quanto l’uomo realizza.”

Insomma, si tratta sempre dello stesso vizio: ideologizzare tutto, appiattire la scuola sul “politicamente corretto” per far sì che la dittatura del “pensiero unico” diventi sempre più invadente.

D’altronde se c’è un “luogo” in Italia dove l’oscurantismo culturale la fa da padrone è proprio la Scuola. I docenti, nella stragrande maggioranza dei casi, la pensano più o meno come pontificano i servizi dei TG e i talk-show televisivi. Si pavoneggiano di leggere… sì, ma appunto: di leggere, molto spesso senza capire e soprattutto senza attivarsi in uno spirito critico; e i corsi di aggiornamento sono il più delle volte (per non dire sempre) corsi di indottrinamento.

Che non ci fosse più libertà prima? Quando erano in pochi a studiare… ma erano in molti a pensare?

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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