Fiaccola n. 4 – Come l’immagine della “Divina Pastora” salva i moribondi disperati

Il cammino, soprattutto se procede nell’oscurità, ha bisogno di luce. I pellegrini di un tempo utilizzavano le fiaccole. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri le fiaccole sono alcuni aneddoti edificanti che si offrono come modelli per uscire vincitori dalle prove e dalle angustie del vivere. Attingiamo luce da esse.

Un giorno avvertirono santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (1715-1791) che un suo zio stava assai male: una grave polmonite lo aveva ridotto agli estremi. Ma il peggio era che il pover’uomo pareva preso dalla disperazione: gridava, smaniava e non intendeva confessarsi. Ancora una volta un’anima rischiava di perdersi.

Allora la Santa prese un’immagine della Divina Pastora… e via verso quella povera “pecora” che il lupo tentava di divorare.

“Maria Francesca sono già dannato!” Le gridò lo zio non appena la vide.

“Ma che dannato! –rispose decisa la religiosa- Questa è la più grande offesa che si possa fare alla bontà divina. Il Signore ha versato per noi il Suo Sangue e dobbiamo sperare sempre, anche se abbiamo molto peccato.”

Il moribondo continuò a guardare a lungo la Divina Pastora, con una fissità strana, mentre dal suo viso si diffondeva a poco a poco una espressione di pace. Poi delle lacrime cominciarono a cadere sull’immagine che Maria Francesca continuava a tenergli vicino.

La grazia era ottenuta e il buon uomo, in pace con Dio e in perfetta rassegnazione ai suoi valori, moriva qualche giorno dopo.

La nipote lo assistette fino all’ultimo, quando ormai il pericolo del “lupo” era scongiurato per sempre.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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