Gianandrea Gaiani: un errore aprire i porti perché la politica di Salvini stava salvando molte vite umane

Il noto esperto in geopolitica Gianandrea Gaiani dice chiaramente che è stato un errore aprire i porti. E lo fa dalle colonne di un sito cattolico quale lanuovabq.it. A dimostrazione del fatto di come la questione dell’immigrazione vada trattata come grande prudenza e senza buonismo di sorta. Abbiamo sintetizzato per voi il suo interessante articolo.

La soluzione del caso Sea Watch/Sea Eye, le navi delle Ong tedesca e olandese che si sono riuscite a imporre a 8 Stati europei di accogliere una cinquantina di migranti illegali è solo apparentemente umanitaria. In realtà, come dimostrano i dati, la politica italiana dei porti chiusi aveva contribuito più di ogni altra cosa a ridurre il traffico di clandestini. Dunque aveva anche ridotto il numero dei morti in mare. Ora è stato lanciato un segnale di ambiguità. Se i porti sono anche “un po’ aperti” ne approfitteranno soprattutto gli scafisti, pronti a dare illusioni a buon mercato e a mandare altri emigranti illegali allo sbaraglio.

(…)

Certo il ministro dell’Interno ha ottenuto che prima di accogliere i migranti illegali della Sea Watch, che saranno a carico della Chiesa Valdese (almeno finché non decideranno di fuggire come hanno fatto quasi tutti gli eritrei sbarcati dal pattugliatore della Guardia Costiera Diciotti nell’ottobre scorso), vengano realmente trasferiti ai partner europei circa 500 clandestini sbarcati in Italia negli ultimi mesi s condizione che altri Stati se ne facessero carico. L’aspetto grave non è solo che Conte abbia ceduto alle pressioni degli ambienti immigrazionisti italiani ed europei ma che abbia accettato uno sbarco di clandestini che rischia di compromettere la fruttuosa politica dei “porti chiusi” di Salvini.

Nell’anno appena conclusosi sono sbarcati sulle nostre coste 23.370 migranti, l’80,42% in meno rispetto al 2017 (quando furono 119.369) e l’87,12% in meno rispetto al 2016 (181.436). (…) Se si evidenzia che circa il 60% degli sbarcati nel 2018 ha raggiunto l’Italia quando era ancora in carica il governo Gentiloni e che nel 2018 sono cresciute anche le espulsioni realmente effettuate dall’Italia il successo di Salvini è ancora più significativo. Un successo ammesso anche dall’agenzia Ue per le frontiere Frontex che nel 2018 ha registrato “solo” 150mila immigrati illegali nel Mediterraneo (il livello più basso degli ultimi 5 anni con un – 92% rispetto al 2015) che per lo più hanno raggiunto la Grecia dalla vicinissima Turchia e la Spagna attraverso la rotta marocchina. (…).

La chiusura dei porti quindi “paga” anche in termini di vite umane poiché l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha reso noto a fine anno che il numero di migranti morti cercando di attraversare il Mar Mediterraneo è sceso del 28% nel 2018 rispetto all’anno precedente: 2.262 contro 3.139. (…).

(…) è stato dimostrato che i porti italiani sono ancora “un po’ aperti” possiamo aspettarci altri arrivi di clandestini trasbordati direttamente sulle navi delle Ong dai trafficanti replicando quindi lo stesso schema adottato da Sea Watch e Sea Eye. La convergenza di interessi tra Ong e trafficanti determinerà altri casi simili incoraggiando così il business dei criminali che riusciranno a vendere “altri biglietti” per il viaggio su barconi e gommoni. Uno scenario quanto mai grave specie ora che le indagini sui “barchini fantasma” salpati dalla Tunisia ci hanno fornito ulteriori conferme che con i clandestini arrivano dall’Africa in Italia anche molti fuorilegge e jihadisti.

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