Gruppo di Visegrad: preferiamo ucraini e vietnamiti perché tra loro non ci sono attentatori suicidi

La questione degli immigrati occupa sempre le prime pagine dei giornali. Su lanuovabq.it è uscito un articolo, a firma di Gianandrea Gaiani, che può servirci a capire meglio il fenomeno, offrendocene utili categorie.

Come siamo soliti fare, abbiamo selezionato i passaggi più significativi dell’articolo:

Prima il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz ha minacciato di chiudere di nuovo i confini se l’Italia non fermerà gli “ingressi illegali” dei migranti a Lampedusa, poi il premier ungherese Viktor Orban, a nome dei Paesi del Gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca) raccomanda a Roma di arginare i flussi migratori nel Mediterraneo, chiudendo i porti o bloccando le partenze dalla Libia.

Stizzite le reazioni del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che sottolinea come proprio i leader di quei paesi si siano sempre rifiutati di accogliere i migranti. (…)

L’Italia ha due opzioni secondo Orban: chiudere i porti o accettare l’assistenza offerta dall’Europa per fermare l’immigrazione direttamente in Libia. (…)

Anche perché i leader dell’Europa centro orientale hanno le idee chiare su immigrazione, islam e terrorismo; temi che nella Mitteleuropa vengono considerati paralleli a differenza dei paesi europei occidentali dominati dalla dittatura del “politicamente corretto”. “Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un elevato numero di musulmani nel nostro Paese” ha detto recentemente Orban. Il ministro degli esteri ceco, Lubomír Zaorálek, ha detto che “la gente che sta arrivando non ha alcun interesse reale a integrarsi” sottolineando la volontà di non “ripetere l’errore commesso dai Paesi occidentali” e rilevando che “non ci sono attentatori suicidi tra gli ucraini e i vietnamiti”, comunità radicate nella Repubblica Ceca.

In Slovacchia il premier Robert Fico sostiene: “(…) Non vogliamo cambiare le tradizioni di questo Paese, che sono costruite sulla tradizione cristiana”.

Un solido impianto di idee e valori che cozza inevitabilmente con una Ue che non sembra in grado di gestire la minaccia dei flussi migratori illegali né di esprimere leader o aspiranti tali determinati. Basti pensare alle “misure immediate” proposte all’Italia da e Martin Schulz, (…). La prima è convincere, in cambio di denaro, altri Paesi europei ad accogliere i migranti giunti in Italia. Schulz però esclude dalla lista la Germania che “ha già dato”. Inoltre propone una strategia europea per l’Africa con “maggiore onestà negli scambi commerciali, aiuti umanitari più efficienti e stop alla vendita di armi nelle aree di crisi”. Misure che anche se avessero un senso e venissero applicate porterebbero forse il benessere in Africa tra 70 anni senza risolvere la crisi attuale. All’approccio buonista e “sessantottardo” dell’Europa Occidentale risponde il pragmatismo dell’Europa Centro-Orientale.

Il Gruppo di Visegrad si appresta infatti a passare dalle parole ai fatti dopo che nel giugno scorso i ministri della difesa di Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria si sono riuniti a Praga, nell’ambito della “Central European Defence Cooperation” (CEDC) mettendo a punto un piano militare che si attiverà nel caso di emergenza mobilitando gli eserciti congiunti per bloccare nuovi flussi di migranti alle frontiere. (…).

(…)

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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