Guardando …un bicchiere di latte

Un bicchiere di latte sta sul tavolo. E’ mattino. Il sole sta sorgendo. Un’altra giornata come tante, come troppe. Il lavoro con le sue preoccupazioni. La famiglia e poi… se stessi.

Ma davvero le preoccupazioni sono quelle che ci procurano gli altri o gli impegni che dovremmo adempiere?

O forse la vera -grande- preoccupazione è proprio il mistero di noi stessi.

D’altronde è così: se è il lavoro a preoccuparci, o i nostri cari, alla fine è sempre tutto in rapporto a noi. Infatti, ciò che angustia è come noi sapremmo reagire, sforzarci, rapportarci a ciò che accade, accadrà o sta per accadere.

Quel latte attende di essere gustato. E’ di un candore straordinario. La sua dolcezza, il suo tepore, la sua energia vogliono offrirci un aiuto, un dolce sostegno a resistere e a confermare, come sempre e come è giusto, ciò che il Bene c’indica.

Il latte è il chiarore della luce.

Il latte è la dolcezza della speranza.

Il latte è la morbidezza della tenerezza a cui aneliamo e che vogliamo accompagni la nostra giornata per ammortizzare qualsiasi durezza degli accadimenti.

Il latte è il frutto della tenerezza di una madre: paradigma dell’amore.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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