I cattolici e le manifestazioni contro il “green pass”. Cosa dice la Dottrina Sociale della Chiesa?

di Corrado Gnerre per il C3S


Qualcosa su ciò che è avvenuto nelle piazze italiane lo dobbiamo pur dire. Non se ne può fare a meno. Se non altro per non essere equivocati. Il silenzio è sempre silenzio; e può essere interpretato in tutti i  modi possibili.

Per cui, seppur brevemente (così come è nello stile del C3S), dividerò il discorso in due parti. La prima sui vaccini; la seconda sulle proteste contro il green pass. 

I vaccini

Per il vaccino ci sono due questioni che devono essere prese in considerazione. Quella della loro costruzione e quella della loro rapida realizzazione.

La costruzione, cioè il fatto che essi si basano (chi più e chi meno) sull’utilizzazione di linee cellulari di feti abortiti. E’ vero che, utilizzandoli, si tratterebbe di una cooperazione materiale remota (in realtà nemmeno cooperazione) che eviterebbe un peccato di complicità; ma è pur vero che -come afferma a riguardo la Congregazione- l’utilizzazione di questi vaccini può essere moralmente lecita solo in casi di reale necessità; cosa che -riguardo il Covid 19- non è totalmente chiara. Inoltre, non si intravede da parte dei cattolici una reale denuncia pubblica di queste tecniche di costruzione dei vaccini che, in tal modo, potrebbero essere ulteriormente reiterate.

Passando alla questione della realizzazione dei vaccini, si pone un significativo problema, ovvero l’estrema rapidità con cui li si è prodotti. E’ vero che negli ultimi tempi le tecniche si sono perfezionate, ma è pur vero che in merito ai vaccini anti-Covid si può nutrire un ragionevole dubbio che siano saltati decisivi passaggi di sperimentazione. Indubbiamente c’è stata una corsa. Che -a mio parere- attesta come il Covid lo si voglia risolvere quanto prima, pena un’impasse dell’economia da cui sarebbe difficile venire fuori. Proprio questa questione della fretta ritengo sia alla base del fatto che il governo italiano (e anche altri) non abbia il coraggio di imporre l’obbligo vaccinale, che pur potrebbe costituzionalmente fare.

Le manifestazioni anti green pass

Vengo alla questione delle manifestazioni. Qui devo dire ai cattolici che vi hanno partecipato -o che vi parteciperanno- che farebbero bene a fare un po’ di ripasso di Dottrina Sociale della Chiesa. Vi spiego perché.

Se la protesta avesse come contenuti ciò che ho detto più su, è un conto, ma se la protesta fosse motivata solo dalla questione del green pass come limitazione delle libertà personali, allora il ripasso sulla Dottrina Sociale della Chiesa ci vuole, eccome.

Devono sapere i cattolici protestatari che il bene comune viene prima del bene individuale. Già Aristotele afferma -e san Tommaso riprende ciò che lo Stagirita scrive nella Politica– che l’uomo è un animale naturalmente sociale. Attenzione a questo avverbio “naturalmente“. Egli non dice “sostanzialmente” sociale, il che significherebbe che l’uomo debba soccombere e dissolversi totalmente ad una prospettiva collettivistica (il socialismo). Aristotele non utilizza nemmeno l’avverbio “accidentalmente“, il che significherebbe che l’uomo, come individuo possa disinteressarsi degli altri, convinzione questa fatta propria dall’individualismo liberale. No, l’uomo è individuo, ma individuo collocato naturalmente nella società.

A meno che non si sposino derive anarcoidi, va riconosciuto che lo Stato deve esistere per diritto naturale. E, proprio per legge naturale e cristiana, lo Stato ha il dovere di salvaguardare il bene comune. Un bene comune che va integralmente inteso, cioè come realizzazione completa dell’uomo, ovvero facendo precedere il bene spirituale a quello materiale, ma un bene comune che non sia da intendersi (come pretende il liberalismo) come semplice somma dei beni individuali.

Il bene comune non nasce dalla somma dei desideri soggettivi dei cittadini, ma li precede, li ordina e li legittima. Pio XII nel Messaggio per il Natale del 1942 dice: “Tutta l’attività dello Stato, politica ed economica, serve per l’attuazione duratura del bene comune; cioè di quelle estreme condizioni, le quali sono necessarie all’insieme dei cittadini per lo sviluppo (…) della loro vita materiale e religiosa.

Il fine della Dottrina Sociale della Chiesa è la realizzazione del bene comune. Nell’ambito delle parti soggettive della virtù cardinale della Giustizia viene trattata la cosiddetta  giustizia legale: cioè la virtù che inclina i membri del corpo sociale a dare alla società tutto quello che le è dovuto in ordine al bene comune. E’ “legale” perché si fonda sull’esatta osservanza delle leggi che, quando sono giuste, obbligano in coscienza. Dal momento che il bene comune prevale sul bene particolare, i cittadini possono alle volte essere obbligati a sacrificare dei loro beni, e persino la loro stessa vita, per difendere il bene comune della società, per esempio: la partecipazione ad una guerra giusta.

Pertanto -venendo al dunque- in caso di reale necessità, lo Stato può imporre un obbligo vaccinale e anche -sempre in caso di necessità- delle limitazioni alle libertà personali. A riguardo, questi cattolici sedicenti “tradizionalisti”, dovrebbero informarsi come Stati tradizionali e confessionalmente cattolici (per esempio: il Regno delle Due Sicilie e lo stesso Stato Pontificio…) a suo tempo utilizzarono l’obbligo vaccinale.

Addirittura, fa specie che alcuni di questi cattolici tradizionalisti arrivino ad impugnare la Costituzione del ’48, diventandone strenui paladini, quando invece dovrebbero sapere che proprio la “filosofia” sottostante quella Costituzione ha comportato come conseguenza il processo di secolarizzazione e scristianizzazione dell’Italia.

Insomma, ne sono più convinto: tra le conseguenze di questa pandemia vi è anche la nascita di un tradizionalismo cattolico liberale… il che è quanto dire sul piano della coerenza, dell’intelligenza politica e del caos che ormai imperversa.


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16 Comments on "I cattolici e le manifestazioni contro il “green pass”. Cosa dice la Dottrina Sociale della Chiesa?"

  1. Il problema è che questi vaccino non sono sicuri come giustamente è stato scritto nell articolo e quindi perchè mai dovremmo farlo ?

  2. Andrea Mondinelli | 26 luglio 2021 at 22:41 | Rispondi

    Caro professore,
    purtroppo è vera la nascita del tradizionalismo cattolico liberale. Eccone un lampante esempio, in cui Cristopher Ferrara critica la seguente frase di De Mattei:
    “Nella sua Liceità morale della vaccinazione contro il COVID (LMV), il professor De Mattei afferma: «Se chi governa ritiene che il bene comune della popolazione richieda la vaccinazione di massa, ha il diritto di imporla, secondo il principio che il il bene comune ha la precedenza sul bene degli individui, ovviamente a condizione che non si legiferi contro l’ordine naturale cristiano». (LMV, pag. 55).

    Si consideri, in via preliminare, le apparenti concessioni del libro di De Mattei all’autorità totalizzante del moderno stato laico, con la sua falsa nozione di «bene comune» e il suo tirannico abuso del termine «emergenza»

    https://www.renovatio21.com/vaccini-covid-bene-comune-e-liceita-morale-una-risposta-a-de-mattei-parte-i/

    Forse addirittura una tradizionalismo anarchico cattolico…

  3. Grazie, prof. Gnerre. Non mi stupisce il suo intervento, che mi trova sostanzialmente d’accordo.
    Quel che mi ha colpito vedendo le manifestazioni contro il green pass (a parte l’eterogeneità dei partecipanti) sono gli slogan, esempio: sì alla libertà di scelta, no alle discriminazioni, ecc. Ma sono gli stessi slogan usati nelle manifestazioni gay o LGBT o nelle vecchie manifestazioni contro l’aborto e così via. Già questo dovrebbe far pensare.
    Cos’è poi la libertà? Se protestiamo perché ci viene imposto un obbligo dallo stato, allo stesso modo dovremmo ribellarci contro il codice stradale o tanti altri obblighi, non sempre piacevoli, cui obbediamo da sempre quasi senza pensare.
    Mi sembra che lo stato abbia il diritto, perché ne ha in primo luogo il dovere, di tutelare il bene dei suoi cittadini, anche con misure restrittive.
    Detto ciò, bisogna però riconoscere che dall’altra parte si sono sentite cose davvero raccapriccianti. Da quel poco che ho visto in TV, i manifestanti sono stati trattati con stizza e livore. Non ho visto un dibattito serio e sereno: esistono solo i vaccini, l’unica via per uscire dall’epidemia, guai contraddire. Perplessità sui più giovani, effetti collaterali, effetti sconosciuti a medio e lungo termine (che le stesse case farmaceutiche dichiarano) vengono trattati come bazzeccole, con ragionamenti contorti e uso dei dati statistici adattati al bisogno.
    Non oso pensare al grave dilemma in cui vengono a trovarsi i genitori di figli adolescenti che devono frequentare la scuola. Ho sentito, sempre in TV, più di un medico dire che la scelta deve essere fatta pensando al bene comune. Ma non posso sacrificarne uno per salvarne 1.000 o 10.000. Ognuno è unico, non siamo tanti indistinti confusi nella massa comune.
    Vedo inoltre tanta ipocrisia. Da un lato si vuole spronare verso l’eutanasia e dall’altro si è disposti a rischiare la salute e la vita dei più giovani, che non hanno nulla da temere dal covid, per tutelare i più anziani, facendosi passare per chi ha a cuore i più fragili.
    Mi scuso per la lunghezza. Mi piacerebbe confrontarmi, non so con chi farlo.

  4. QUELLO CHE STIAMO VIVENDO è L’IMPAZZIMENTO TOTALE DELL’ UMANITA’, UN IMPLOSIONE DI MASSA , DOVUTA AL DELIRIO DI CONTROLLO A SUA VOLTA DOVUTA DAL FATTO CHE NON SI VUOLE AMMETTERE LA DEBOLEZZA UMANA E QUINDI SI VUOLE CONTROLLARE IL PIU’ DEBOLE ARRIVATI AL COLLO DI BOTTIGLIA S’ IMPAZZISCE .
    TRAETE VOI LE CONLCUSIONI .

  5. Caro Prof. Gnerre,
    io non accetto che mi si imponga di iniettare nel mio corpo un siero ancora in fase sperimentale, del quale non si conoscono gli effetti collaterali nel medio e lungo termine (e che nel breve termine ha causato parecchi problemi a diverse persone). Un’imposizione, al momento solo morale, non giustificata dai rischi che il contagio da Covid-19 comporta. Quando ad insistere sulla necessità della “vaccinazione di massa” sono certi ambienti e certi personaggi, la cautela e la diffidenza sono il minimo sindacale. E’ vero che sul piano delle cose temporali il bene della comunità prevale su quello del singolo individuo, ma è altrettanto vero che esiste il dovere di capire quel che sta succedendo. Come spiega che tutto il sistema politico e mediatico asservito al potere mondialista sia scatenato nel terrorizzare la popolazione, a fronte di un virus – curabile nella stragrande maggioranza dei casi – la cui pericolosità non è certo paragonabile a quella di altri noti virus? Come spiega il fatto che i più importanti (e asserviti) organi di informazione non parlino mai delle cure (le quali ci sono e non costano nemmeno troppo), ma solo di “vaccini”, confinamenti, distanziamenti e mascherine? Come si fa a non ragionare sulla funzionalità di questa emergenza sanitaria al cosiddetto “great reset”? Great reset che non è un’invenzione dei cattivissimi complottisti, ma una realtà di cui hanno parlato proprio gli ambienti mondialisti.

  6. Carla D'Agostino Ungaretti | 27 luglio 2021 at 9:14 | Rispondi

    Non credo alla libertà di scelta in questo caso. E’ vero che i vaccini fanno arricchire le multinazionali farmaceutiche; è vero che forse non sono sicuri al 100%; è vero che forse sono ricavati dai feti abortiti (collaborazione remota al Male); è vero che, imponendoli, si limita la libertà di scelta; ma la posta in gioco è troppo alta per poter fare gli schizzinosi pseudo moralisti. Il BENE COMUNE, e cioè salvare tanti nostri fratelli dalla morte terribile che tanti purtroppo, hanno avuto deve prevalere sul diritto individuale al dissenso. tanto più che Dio può ricavare il Bene anche dal Male. Sarò ancora più scorretta politicamente: è vero che tanti lavoratori sono stati danneggiati dalla pandemia, ma io sarei favorevole (ovviamente non esultando) alla riduzione delle pensioni, cominciando da quelle “d’oro”, fino a togliere 1 euro da quelle minime, per aiutare i nostri fratelli più svantaggiati. Sarebbe stato un provvedimento di condivisione veramente cristiano. Ma quando l’ho detto pubblicamente, ho richiato il linciaggio.

    • Dunque lei imporrebbe la somministrazione del siero ancora in fase sperimentale? Pretenderebbe che il suo prossimo si prestasse a fare la cavia? Lei afferma che la posta in gioco (la vita delle persone) è troppo alta, ma se ne infischia delle possibili conseguenze che un farmaco – non sufficientemente testato – può avere sulla vita di chi lo assume. Quanto al suo essere “politicamente scorretta”, lasciamo perdere.

      • Carla D'Agostino Ungaretti | 28 luglio 2021 at 9:35 | Rispondi

        Certo, lei lascia perdere perché non ha argomenti per controbattermi.Io non pretendo di avere ragione per forza, mi limito a esprimere un’opinione e a ricordare che la scienza è sempre andata avanti a tentoni, un passo avanti e due indietro. Edward Jenner, lo scopritore del vaccino contro il vaiolo, testò il suo farmaco su un bambino (V. Wikipedia) che io sapevo essere addirittura suo figlio. Il bambino si ammalò di vaiolo, ma dopo pochi giorni guarì completamente e risultò totalmente immune dalla malattia. Cordiali saluti e un po’ più di tolleranza per chi non la pensa come lei.

  7. Condivisibile la prima parte anche se oggetivamente debole nella sua applicazione per ovvi motivi, totalmente fuori bersaglio la seconda.
    Chi ha stabilito che ‘questo’ vaccinarsi è per il bene comune?
    Mia figlia e sette altre persone vaccinate con due dosi ad aprile si sono ammalate 20 gg fa. Due ricoverate. Ciliegina sulla torta si sono infettate
    nello stesso momento, pranzo tra vaccinati.
    Esperti e case farmaceutiche non garantiscono un bel niente. quindi?
    Quindi il vaccinarsi è innanzi tutto per il bene personale.
    Chi si vaccina ha scarse probabilità di gravi conseguenze, ma per se stesso.
    Da rabbrividire poi per i giudizi appiccicati a chi non la pensa diversamente:
    Sedicenti tradizionalisti( ma de chè? )….ecc.
    Da ultimo, tra chi protestava c’erano anche tanti vaccinati, e questi come li cataloghiamo?
    Da leggere:
    https://www.iltempo.it/attualita/2021/07/26/news/massimo-cacciari-vaccino-green-pass-obbligatorio-regime-dittatura-discriminazione-giorgio-agamben-28109411/
    A tutti una buona giornata.

  8. Brava Magi
    Tanti luoghi comuni , tra cui il cosiddetto bene comune, che dovrebbe essere individuato e imposto da Cesare.Il professore Gnerre ha dato per scontato il diritto dello Stato a decidere per il bene comune secondo la sua opinione (sara anche il mio bene?) e l’esistenza dello Stato nell’ordinamento naturale(il leviatano di Hobbes) citando Aristotele e San Tommaso, le scuole libertarie che egli bolla con il termine liberali (una parola che prima indicava positività e ora corrotta dalla propaganda socialista) sostengono un’altra tesi Che ritroviamo anche in Samuele 2, mi pare, quando gli israeliti vogliono un re come gli altri popoli.Mi dispiace molto il suo garantismo statalista.Cordiali saluti

  9. Il problema è che Gnerre e altri si appellano a principi astratti dalla concreta situazione attuale, il che li falsifica, anche se in astratto sono veri.

    Ad esempio: la guerra deve essere “giusta”, per obbligare in coscienza il cittadino (che altrimenti è obbligato a contrario) e rendere moralmente valido l’obbligo legale. Noi viviamo, e faccio solo questo esempio, in un paese dove negli ultimi 10 anni su 8 governi ne abbiamo potuti votare solo 2. Gli altri ci hanno imposto personaggi non votati e messi lì solo in ossequio ad un rispetto puramente formalistico della democrazia. Questi sono fatti che, semplicemente, annichiliscono il “patto sociale” tra autorità e cittadini sottoposti all’autorità. In altre parole, non ci si può fidare. Vogliamo poi parlare di come funziona la “scienza”, con pubblicazioni vergognosamente ritirate dalle testate che si supporrebbe essere al top? Vogliamo parlare di come funzionano, soprattutto in Italia, le carriere universitarie (si legga il bel volume di Nicola Gardini, I baroni)? Io ho vissuto in ambiente accademico per decenni e tutti sanno benissimo che già dal primo step (i concorsi per il dottorato di ricerca) è assolutamente tutto preordinato (fate una statistica in una qualsiasi università: troverete che la classifica dei vincitori del concorso corrisponde quasi infallibilmente all’ordine di importanza “baronale” dei professori di quella facoltà o dipartimento, senza parlare del nepotismo puro…).

  10. Mauro Folcarelli | 1 agosto 2021 at 9:02 | Rispondi

    La questione del bene comune è centrale nella Dottrina Sociale della Chiesa. Ma non si è speso il giusto tempo di riflessione per valutare se questa vaccinazione di massa lo promuova effettivamente.

    Il primo presupposto dovrebbe essere la sicurezza: il vaccino non dovrebbe avere eventi avversi o almeno dovrebbe averli di entità lieve. Il che non è vero. Se teniamo presente il fatto che non è in corso una farmaco-vigilanza attiva, ma solo passiva e che quindi i numeri forniti dalle varie agenzie sono enormemente sottostimati, dobbiamo fare i conti con la punta di un iceberg che ci parla di decine di migliaia di morti e ancor più di conseguenze gravi, rischio della vita, invalidità permanente.

    Il secondo presupposto dovrebbe essere l’efficacia. Ma è ormai chiaro a tutti che il vaccino non preserva la persona dall’essere contagiata, né dal contagiare. E non preserva neanche dal contrarre il virus in forma grave: lo testimoniano le numerose morti da Covid19 in persone vaccinate.

    E’ stato scritto che lo Stato può limitare la libertà personale per una giusta causa. Ma si è provato a valutare se tali limitazioni hanno prodotto i risultati dichiarati? Andiamo a confrontare i danni economici, sociali, sanitari (per mancato accesso alle cure) dell’Italia rispetto ad altri Paesi (es: Svezia).

    Quello che sta emergendo in campo scientifico, da molte persone autorevoli, è che la vaccinazione in piena pandemia produce un rafforzamento delle varianti e ne seleziona di più letali.
    Siamo ancora sicuri che questo corrisponda al bene comune?
    Perché la pandemia da SARS-COV1 è scomparsa da sola, mentre per la SARS-COV2 non si vede la fine del tunnel e si parla di terze dosi, di quarta ondata, di “era delle pandemie” ecc.?

    Che in ambito cattolico molti non siano allarmati dalla prospettiva di negare le libertà fondamentali a persone sane,
    solamente per l’ipotesi che potrebbero ammalarsi e contagiare (in percentuali molto basse) di una malattia curabile e letale in una percentuale dello zero virgola … mi lascia senza parole. Prima di essere vaccinati non sono morti 60 milioni di italiani, ma lo 0,22% di tale cifra, gonfiata dall’aver ascritto a causa Covid19 qualsiasi morte a seguito di tampone positivo, anche in soggetti molto anziani con patologie gravi.

    La Covid19 non è l’unica malattia. Per ipotesi, ognuno di noi potrebbe ammalarsi delle centinaia o migliaia di altre malattie contagiose. La prospettiva dovrebbe essere allora di richiudersi in bunkers ed elimare ogni contatto umano: la fine di una vita semplicemente “umana”.

  11. Michael Maron | 1 agosto 2021 at 18:31 | Rispondi

    Con tutto il dovuto rispetto all’ autore, ma pare evidente che il caos imperversa anche in questo articolo. Inizia bene, e poi trae conclusioni che sono diametralmente opposte. La premessa è lucidissima: ci sono dubbi legittimi sui vaccini e soprattutto sul reale stato di necessità. E’ questo il vero punto centrale di tutta la questione: lo stato di necessità. Abbiamo a disposizione da 1 anno e mezzo i dati dell’ istituto superiore di sanità e da 1 anno è mezzo è sempre stata evidente una cosa sola: la crisi riguarda esclusivamente una parte della popolazione, quella più anziana e più fragile. Al 21 luglio 2021, solo l’ 1,2% dei morti Covid aveva meno di 50 anni e lo 0,25% meno di 40.
    Mi spiegate quindi, una volta per tutte, il senso di una campagna vaccinale di massa? 355 morti Covid di età inferiore ai 40 anni. 355 morti in un anno e mezzo. 355 morti di cui 206 già gravemente malate. Ma stiamo scherzando? Questi secondo voi sono numeri che giustificano lo stato di grave necessità per cui è moralmente lecito anteporre il bene comune al bene individuale? Ci hanno detto che dobbiamo veccinarci per proteggere gli altri. Bene, ma una volta immunizzate le persone a rischio, perchè devo vaccinarmi pure io a 34 anni? O mio nipote di 12 (!!! )? Ci hanno già risposto: anche i vaccinati si contagiano. Ma allora, mi ripeto, di cosa stiamo parlando?? Sono mesi che leggo articoli e discussioni farneticanti tra persone intelligenti. Sono mesi che la questione viene affrontata dal presupposto sbagliato. Il presupposto deve essere la Verità. Chi mente sta dalla parte sbagliata. Chi mente va combattutto. E lo Stato, da quando è iniziata questa crisi, ha solo mentito. Sempre, incessantemente. In tutto il mondo il Covid è stato affrontato e curato con le terapie più disparate, ma il Ministero della Salute per mesi ha emanato circolari che indicavano la tachipirina e la vigile attesa come unici strumenti di cure preliminari. Dall’ inizio della crisi nessuno, e dico nessuno, ha parlato di cure contro il covid. Nessuna casa farmaceutica di quelle ben note ha investito sulle cure o cercato di produrre farmaci. Appena l’ Oms ha dichiarato la pandemia, tutti hanno parlato solo ed esclusivamente di vaccini. Eppure era la cosa meno intelligente e pratica, per evidenti problemi di tempistiche e di risultati efficaci ( il virus ha sviluppato varianti già prima che arrivassero le prime fiale di Pfizer ). Ma nessuno si è opposto a questa strategia priva di criterio, perchè le voci dissidenti sono state estromesse dal dibattito pubblico. Con una violenza verbale senza precedenti. Con un comportamento intimidatorio. Con minacce esplicite di rovinare la carriera a chi non si allineava alla narrazione. In conclusione: non è questione di diritti. Non è questione di violare la Costituzione. Sono d’ accordo con l’ autore, stiamo attenti alle derive liberali. La questione è un’ altra ed è molto più semplice: un cattolico deve stare dalla parte della Verità, e la resistenza a uno Stato bugiardo e iniquo è dovere di ogni buon Cattolico. Questa è Dottrina Sociale della Chiesa.

  12. Questa è una delle riflessioni che più mi hanno convinto e mi ha fatto vedere da una prospettiva più ampia… non è solo questione di libertà personale o di Costituzione ma principalmente di verità… e uno stato che mente sapendo di mentire ha già perso la sua autorità e non può obbligare il singolo al bene comune perché gli obbiettivi delle menzogne non sono mai la vita ma sempre la morte. Ormai, per queste pseudoautorità, siamo diventati soli dei sudduti da sacrificare a degli interessi più grandi e sempre più difficile sarà per noi difenderci da tali despoti e allora che fare? Solo Gesù Cristo potrà darci una occasione di offrire la vita non per obbligo ma per amor suo perché sia un sacrificio puro offerto al Padre nel suo nome e nella verità.

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