Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.113)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Domanda: Chi è il Papa?
Risposta: II Papa è il successore di san Pietro nella sede di Roma e nel primato, ossia nell’apostolato ed episcopato universale; quindi il capo visibile, Vicario di Gesù Cristo capo invisibile, di tutta la Chiesa, la quale perciò si dice Cattolica-Romana


Quando Nostro Signore disse a Pietro la famosa frase sulla “pietra” e sulle “porte dell’inferno che non prevarranno” (Mt 16,17-19) e quella, altrettanto famosa, dove gli chiede di pascere le sue pecorelle (Gv 21, 15-17), si rivolge solo a lui. Non parla né a tutti gli Apostoli, né in modo generico. Designa in modo chiaro Pietro come roccia su cui si reggerà la Sua Chiesa, ossia come primo Papa.

Non ci sono dubbi su questo. È verità di fede.

Il Papa, ogni Papa, è successore di San Pietro, per l’ininterrotta successione apostolica e, soprattutto, per volontà divina. Come detto in precedenti commenti, Gesù ha fondato una Chiesa che esistesse per tutta la durata del mondo, così da rendere necessaria ed evidente una successione di Papi. “Certo” commenta l’Ott, “nelle parole della promessa e del conferimento non è espresso esplicitamente che il primato deve continuare nei successori di Pietro, ma risulta come conseguenza dalla sua natura e dal suo fine” (Compendio di Teologia Dogmatica).

Ci sono molte prove su questo. Oltre alle frasi del Vangelo, si nota nella storia della Chiesa dei primi secoli: S. Pietro è stato a Roma per lungo tempo e lì è morto, questo è oramai oggettivo, non contestato; tutte le chiese, poi, riconoscevano che San Pietro abbia trasmesso, secondo la volontà e il Nome del Signore, il suo primato ai vescovi di Roma che gli sono succeduti.

Su quest’ultimo punto, si nota che, se è facile comprendere e credere che San Pietro era capo degli Apostoli (Gesù gli cambia il nome, parla sempre per primo, è sempre nominato per primo in ogni elenco di nomi di Apostoli, soprattutto, egli esercita realmente il primato dopo l’Ascensione di Cristo e acquista preminenza nella Chiesa), ci sono elementi che evidenziano come questo suo primato sia stato trasmesso, valga e fosse riconosciuto da tutte le chiese, anche ai Papi che gli sono succeduti, sin dal primo, San Lino.

Per la questione “geografica”, “territoriale” (vissuto e morto a Roma) è normale che il successore di San Pietro sia il Vescovo di Roma. Le Chiese primitive hanno avuto di questo fatto una coscienza così chiara che i numerosi documenti ci attestano il loro riconoscimento ai Pontefici Romani, come detentori del primato della Chiesa di Cristo, non in quanto si trovavano nella città dominatrice del mondo ma in quanto erano i successori di Pietro cui Gesù aveva conferito la suprema potestà” (Casali).

Ci sono un paio di documenti, tra i tanti, che certificano quanto sopra. Nel primo secolo, San Clemente risolve una controversia sorta nella Chiesa di Corinto e si nota dalle parole della sua lettera (Clem. 1, 49) che lo fa con autorità. Il valore eccezionale di questa testimonianza del primato è che era ancora vivo San Giovanni. I fedeli della Chiesa di Corinto, nonostante questo (la presenza, anche più vicina a loro che Roma, di uno degli Apostoli), si rivolgono al Papa. Se questo primato non fosse stato reale, come alcuni eccepiscono, San Giovanni, dall’alto della sua immensa autorità, non si sarebbe fatto sentire?

Così San Vittore esercita la sua autorità condannando i Montanisti e stabilendo la data della celebrazione della Pasqua. Questi esempi dimostrano come il primato in questione non sia sorto molto dopo la morte di San Pietro, ma sia stato da subito riconosciuto e rispettato.

Gli esempi che la Chiesa abbia sempre riconosciuto e insegnato questa verità sono tanti: si ricorda ad esempio che S. Ireneo da Lione sosteneva la preminenza della Chiesa romana su tutte le altre e che essa è la regola della fede per tutte (Adv. Haer. 3, 3, 2). Lo insegnano anche Sant’Ambrogio e Sant’Agostino.

Il Concilio Vaticano I così si espresse: “Chi afferma che il Beato Pietro Apostolo non fu costituito da Cristo Signore principe di tutti gli Apostoli e capo visibile di tutta la Chiesa militante; oppure che egli ricevette dal medesimo Signore Nostro Gesù Cristo direttamente ed immediatamente un primato solamente di onore, ma non di vera e propria giurisdizione: sia scomunicato”; “Chi afferma che non è per istituzione di Cristo in persona, ossia di diritto divino, che il beato Pietro abbia perpetui successori nel primato su tutta la Chiesa, sia scomunicato”; “Chi afferma che il Romano Pontefice non è il successore del beato Pietro nel primato, sia scomunicato” (sulla scia dei Concilii ecumenici di Lione,1274, e di Firenze,1439).

Il Primato petrino non è solo un titolo onorifico, ma un vero e proprio potere di giurisdizione su tutta la Chiesa, perché così è evidente dalle parole di Cristo. E la Chiesa, sempre nel Concilio Vaticano I, anatemizzò: “Se qualcuno afferma che il Romano Pontefice ha soltanto ufficio di sorveglianza o di direzione, ma non pieno e supremo potere di giurisdizione su tutta la Chiesa, e non soltanto sulle cose che riguardano la fede ed i costumi, ma anche in quelle che riguardano la disciplina ed il governo della Chiesa diffusa su tutta la terra; oppure che egli ha soltanto le parti più importanti, ma non tutta la pienezza di questo potere supremo; oppure che questo suo potere non è ordinario ed immediato, tanto su tutte e singole le Chiese quanto su tutti e singoli i pastori e i fedeli, sia anatema».

Il Papa è dunque il capo visibile della Chiesa, ossia è solo il rappresentante (Vicario, appunto) di Cristo vero capo, anche se invisibile. Non può dunque in nessun modo insegnare una dottrina che si discosti anche solo in minima parte da quella data da Nostro Signore.

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