Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.29)

(a cura di Pierfrancesco Nardini)

Che cosa è il Credo o Simbolo apostolico? Il Credo o Simbolo Apostolico è una professione dei misteri principali e di altre verità, rivelate da Dio per mezzo di Gesù Cristo e degli Apostoli, e insegnate dalla Chiesa.

San Pio X, in tutti i numeri del suo Catechismo, è talmente chiaro che non serve cercare altre parole, ma è sufficiente memorizzare le sue.

Cos’è il Credo o Simbolo? «È una professione dei misteri principali e di altre verità». È quindi la manifestazione della propria fede, anche esterna, della propria adesione con la mente alle verità rivelate da Dio, come da definizione della fede.

Manifestare all’esterno la propria fede è importante. Non è, infatti, qualcosa che deve rimanere dentro di noi, quasi nascosta, come alcuni vorrebbero ai nostri giorni.

Cristo è Re non solo della nostra anima, ma di tutti gli uomini e delle società. Come tale è necessario e conveniente che ci sia anche una manifestazione pubblica della propria fede.

Abbiamo uno strumento importantissimo che ci permette in pochi secondi di ricordare e meditare quotidianamente i misteri principali e le altre verità della nostra fede, professando di crederci.

Vien detto Simbolo perché questa parola sin dalle origini è stata attribuita alle varie professioni di fede che sono sorte nel corso dei tempi e nelle varie zone, quasi fosse una «tessera distintiva del cristiano» (DIZ.). La parola Simbolo, d’altronde, deriva dal greco sumbolon (symbolon) che significa “tessera, segno di riconoscimento”.

Nel Vangelo troviamo la più antica professione di fede neotestamentaria, quella dell’eunuco («io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio» Atti 8, 37). C’è chi ne nega l’autenticità (nella versione CEI 2008 non c’è), come un’aggiunta assente nei manoscritti più importanti e autorevoli. Il Padre Sales, però, nel suo commento spiega che, seppur «omesso nei più antichi codici greci» e in altre versioni, «la sua autenticità è però sufficientemente garantita dal fatto che è citato da sant’Ireneo e da san Cipriano, testimoni più antichi di tutti i codici che possediamo» (commento Atti 8, 37).

Senza entrare, per motivi di spazio, nella spiegazione delle varie differenze tra i diversi Simboli, ricordiamo che il Simbolo apostolico di cui parla San Pio X è sicuramente «il più antico e il più importante di tutti» (DIZ.).

Gli altri due Simboli più conosciuti sono quello niceno-costantinopolitano (che è quello che si recita nella Messa) e quello cosiddetto atanasiano.

Il citato Dizionario di Teologia Dommatica chiarisce che «il Simbolo romano e il Simbolo niceno-costantinopolitano hanno valore dommatico come espressione del Magistero infallibile della Chiesa». Questo vuol dire che tutto quel che in essi viene professato deve essere creduto dai fedeli come verità di fede, impossibile da non credere per essere cattolico, come spiegato nel numero precedente.

Il loro valore dogmatico è innegabile.

Lo dimostra il fatto stesso di esser diventati parte integrante della liturgia cattolica, oltre ad esserci stati riconoscimenti formali da parte di Pontefici e Concili. Non si può negare che questo sia una chiara ed esplicita consacrazione da parte del Magistero autentico della Chiesa.

Il Simbolo viene anche detto più comunemente “Credo”. Questo perché la prima parola di ogni professione di fede è il verbo “credo”.

Come abbiamo già detto, l’importanza delle professioni di fede è nella facilità per ognuno di poter esprimere con semplicità la propria fede nelle verità rivelate.

Un manifesto della fede lungo e tortuoso, difficile da capire, non faciliterebbe la conversione di chi non crede e la comprensione (per quanto possibile) della propria fede. E conseguentemente l’evangelizzazione e la diffusione del Cristianesimo nel mondo.

I Simboli o Credo sono ovviamente in stretto collegamento con la Sacra Scrittura, perché, seppur fondati nella Tradizione, riportano con chiarezza tutti i misteri e le verità che sono rivelati nei testi sacri.

La necessità di una professione di fede che sintetizzasse la fede appariva sin dall’inizio, quando Gesù disse agli Apostoli di andare e predicare il Vangelo e di insegnare quel che Lui aveva loro insegnato.

Approfittiamo della mirabile sapienza della Chiesa che ci ha lasciato questo strumento importantissimo per poter quotidianamente riportare alla mente i misteri principali e le verità rivelate per rafforzare la nostra fede con la mente e con il cuore.

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