Il catechismo di San Pio X commentato per voi (n.75)

a cura di Pierfrancesco Nardini


L’uomo, a causa del peccato originale, doveva rimanere escluso per sempre dal Paradiso?
L’uomo, a causa del peccato originale, doveva rimanere escluso per sempre dal Paradiso, se Dio, per salvarlo, non avesse promesso e mandato dal Cielo il proprio Figliuolo, cioè Gesù Cristo.


San Tommaso d’Aquino ha scritto che “il peccato offende l’infinita giustizia di Dio ed ha una malizia in certo modo infinita”.
Il Dottore Angelico intende che ogni minimo peccato mortale dell’uomo non è possibile ripararlo con le sole forze umane, ma serve un aiuto di Dio (nella vita è il Sacramento della Confessione donato da Cristo). A maggior ragione, il peccato originale non poteva essere riparato dagli uomini, né individualmente né collettivamente.

Ogni azione umana ha il limite dell’essere finita ed imperfetta. Il Soggetto offeso, Dio, è invece infinito e perfettissimo. Questa è una differenza, cosiddetta ontologica, che l’uomo non può in nessun modo colmare. Da qui l’impossibilità di riparare il peccato.
“Tutti gli sforzi di tutti gli uomini, prolungati per tutta l’eternità, non potrebbero meritare la grazia perduta, perché la soddisfazione sarebbe sempre di ordine naturale e non potrebbe meritare il perdono e la grazia soprannaturale” (Dragone).

Per poter godere della visione beatifica di Dio in Paradiso lo stato di grazia è l’unico elemento necessario ed era stato perduto dall’uomo col peccato originale.

Per questo, non avendo la forza di riparare, come detto, “doveva rimanere escluso per sempre dal Paradiso”.

Questa è una conseguenza che si definisce “derivata” del peccato originale: deriva infatti a sua volta dalla perdita della grazia, conseguenza diretta.

Dopo il peccato originale, l’uomo sarebbe potuto trovarsi abbandonato al suo meritato castigo o sarebbe potuto essere perdonato senza pene, gratuitamente.

Dio però, nella Sua infinita Bontà, Misericordia e Giustizia, scelse una terza via: la riparazione per soddisfare adeguatamente l’offesa inferta dai progenitori.

Con l’Incarnazione, Passione e Morte di Suo Figlio, N.S. Gesù Cristo, Dio ha riaperto le porte del Cielo all’uomo, ovviando alla difficoltà ontologica suddetta.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Nel famoso passo detto Protovangelo (Gen 3, 15) c’è subito l’annuncio del Redentore.
Ringraziamo sempre il Signore per il dono della Redenzione, che ha permesso agli uomini di tornare alla vita e di poter combattere nella vita terrena per quella eterna


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