Il catechismo di San Pio X commentato per voi (n.76)

a cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: In che modo il Figliuolo di Dio si è fatto uomo? Risposta: Il Figliuolo di Dio si è fatto uomo prendendo un corpo e un’anima com abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine, per opera dello Spirito Santo.


In questo numero il Catechismo entra nel capo IV su Incarnazione, Passione e Morte di N.S Gesù Cristo.

Il racconto dell’Incarnazione lo si trova nel Vangelo di San Luca (1, 26-39).

È, insieme alla SS.ma Trinità, uno dei due misteri e verità principali della nostra fede.

San Pio X aveva già spiegato al n. 21 che “delle tre Persone della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo”.

In questo numero spiega come è avvenuta l’Incarnazione.  “Il Verbo si fece carne” (Gv 1, 14), la seconda Persona si è fatta uomo. Ha quindi preso anima e corpo come ogni uomo, con una particolarità che lo rendeva ontologicamente differente: l’unione ipostatica.

Cristo aveva un’anima e un corpo umano, quindi una natura umana, ma aveva anche una natura divina. Le sue due nature sono in un’unica Persona che è sempre divina. San Paolo scriveva che “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2, 9).

Il corpo di Gesù per la sua natura umana era del tutto identico a quello di ogni uomo e come tale poteva sentire la fame, la sete, la stanchezza, patire la sofferenza, anche la morte. Non poteva però avere le mancanze tipiche della natura (sordità, cecità, ecc…), men che meno quelle derivanti dal peccato originale.

Era Dio, aveva in sé anche la natura divina: non era possibile che, seppur incarnato in un corpo umano, potesse avere addosso gli effetti del peccato originale.

Nella sua natura divina Gesù ebbe tutte le caratteristiche di Dio, nessuna esclusa.

La dimostrazione della realtà delle due nature è perfetta nelle nozze di Cana (Gv 2, 1-11). Come uomo Cristo mangiò, bevve, partecipò insomma al banchetto nuziale, come Dio trasformò l’acqua in vino.

“Il corpo e l’anima assunti dal Verbo incarnato furono perfetti, con tutte quelle doti che sono proprie della natura umana non decaduta (…) Gesù Cristo fu senza dubbio l’uomo fisicamente e moralmente più perfetto che sia mai esistito, come Maria Santissima la più perfetta di tutte le donne” (Dragone).

Proprio la più perfetta di tutte le donne, Maria Ss.ma, era stata scelta per dare a Dio un corpo umano ed un’anima umana. Nulla meno dell’Immacolata Concezione avrebbe, d’altronde, potuto accogliere nel suo seno Dio. Scelta da Dio sin dall’inizio dei tempi e preservata dal peccato originale, nel momento del suo fiat avvenne il concepimento.

Nessun uomo aveva partecipato al concepimento, era avvenuto per opera dello Spirito Santo.

In effetti “il prodigio si compì per opera delle tre divine Persone, ma siccome è il frutto dell’amore infinito di Dio, è attribuito in modo speciale allo Spirito Santo, che è l’Amore sostanziale del Padre e del Figlio” (Dragone).

Ringraziamo quotidianamente il Signore per il dono dell’Incarnazione, che ci ha permesso con la Passione e Morte di Cristo di essere redenti.


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