Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.84)

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini

Domanda: Dove nacque Gesù Cristo?
Risposta: Gesù Cristo nacque a Betlemme in una stalla e fu posto in una mangiatoia

Può sembrare inutile un numero incentrato su questa domanda. Tutti danno per scontato che si sappia il luogo di nascita di Gesù, ma così scontato non è, dato che è capitato anche al sottoscritto di incontrare chi parlava di Cristo nato a Nazareth o che proprio non lo sapeva.

Il luogo di nascita di Nostro Signore non è un dato secondario.

Tra le varie profezie si trova infatti quella di Michea che scrive “e tu Betlem, tu sei piccola tra le mille città di Giuda; ma da te uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele” (5, 2).

Seppur “piccola tra le mille città di Giuda” allora Betlemme assurge a centro del mondo con il Re che nasce proprio lì.

Tutto era preordinato a questo: San Giuseppe, infatti, si era dovuto mettere in viaggio con Maria che già aspettava Gesù per andare proprio lì per il censimento.

La verità della nascita di Cristo a Betlemme è certificata dalla Parola di Dio (“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode”, Mt 2, 1; Lc 2, 1-7).

I Vangeli raccontano in modo attento cosa successe prima e dopo la Nascita di Nostro Signore, compreso l’alloggio in cui san Giuseppe e Maria Ss.ma si son dovuti arrangiare (“diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo”, Lc 2, 7).

Tutto era ed è possibile a Dio. Gesù avrebbe quindi potuto avere qualsiasi posto per nascere, i palazzi più eleganti, le culle più comode. Avrebbe potuto nascere in mezzo agli onori dei potenti della terra, dormire neonato fra agi e ricchezze, per sé e per i Suoi genitori.
Scelse, invece, di nascere in una mangiatoia, al freddo e senza alcuna comodità.

Potrebbe sembrare stolto agli occhi di molti, ma ci si deve ricordare che ciò che è stolto per gli uomini è grande per Dio. Tutto ciò che viene da Lui ha un significato di verità. “Gesù, nascendo volontariamente in una stalla, c’insegna che non sa che farsene delle grandezze umane. Egli predilige e vuole nei suoi eletti l’amore alla povertà e alla castità” (Dragone).

Il presepe, che è una bellissima tradizione delle famiglie cattoliche, nasce dalla meditazione di questi passi dei Vangeli per permettere di meditare anche figurativamente le preziose verità ed i bellissimi momenti che questi raccolgono.

Se è dunque certo il luogo di nascita di Gesù, altrettanta certezza non si può avere per la Sua data di nascita.

Dalle poche indicazioni che si trovano nei Vangeli e da poche altre tratte da altre fonti gli studiosi hanno cercato questa data con risultati diversi. A riguardo si rimanda alla lettura di Vita di Gesù Cristo di Giuseppe Ricciotti, in cui l’autore sviscera in modo approfondito ed anche chiarissimo la questione.

Quel su cui conta riflettere è però la non decisività ai fini della fede di queste nozioni. Era sì importante al tempo della Sua venuta che nascesse a Betlemme per i motivi suddetti. Oggi, però, il sapere con esattezza dove era situata Betlemme, in quale stalla è nato e tanti altri elementi a questo relativi, così come il conoscere la data e l’ora esatti della nascita, sono dati irrilevanti per la fede. Possono essere, certo, interessanti a livello storico e, forse, per alcuni versi, anche apologetici (come l’esempio della scelta della mangiatoia), ma nulla portano di decisivo alla fede.

Non si rischi di eccedere nella curiosità su questi elementi della vita di Nostro Signore, onde evitare di deviare la propria attenzione da Lui.
Manteniamo sempre il nostro cuore a Betlemme in quella mangiatoia, anche con la meditazione del terzo mistero gaudioso del Santo Rosario, per non dimenticare l’amore di Dio per noi, manifestato nell’Incarnazione, inizio della nostra Redenzione.

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