Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.87)

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: Che cosa è miracolo?

Risposta: Miracolo è un fatto sensibile, superiore a tutte le forze e leggi della natura, e perciò tale che può venire solo da Dio, Padrone della natura


La definizione di miracolo che ci dà San Pio X è chiara, precisa ed esaustiva.

Spiega che è un “fatto sensibile”, ossia qualcosa di reale. Un esempio efficace è la moltiplicazione dei pani e dei pesci fatta da Gesù. È riportato da tutti gli Evangelisti (Mt 14, 13-21; Mc 6, 30-44; Lc 9, 12-17; Gv 6, 1-14) ed è stato visto da tantissime persone.

Non è dunque “una favola fantasiosa (…) è un fatto sensibile che cioè cade sotto l’esperienza dei sensi” (Dragone).

Il miracolo è un fatto che supera la natura e le sue leggi (v. Summa Theol., II-II. 178, I, ad 3), è qualcosa che non è fattibile dall’uomo, è appunto una cosa straordinaria, nel senso letterale di “oltre l’ordinario”, “fuori dall’ordinario”.

La natura, infatti, può far crescere una pianta, ma non può ovviamente crearla dal nulla. L’uomo può guarire una malattia tramite le conoscenze delle leggi naturali, ma non può di certo ridare la vita, come fece Cristo.

Questo avviene perché Gesù è Dio, e come tale è Signore e Padrone di tutte le cose, di tutta la natura. Solo Dio può dunque fare miracoli, perché solo Lui è il Creatore.

La contestazione della realtà dei miracoli narrati nei Vangeli è stata attentamente e spesso confutata dalla Chiesa e dai teologi con argomentazioni molto valide a cui si rimanda: per ovvi motivi di spazio qui non si può affrontare una simile complicata dissertazione.
Si fa solo un semplice ragionamento: le leggi naturali non possono essere motivo di un limite all’onnipotenza di Dio (v. n. 9). In quanto Creatore di queste leggi, Dio può anche superarle senza che ciò possa essere inteso come una contraddizione con Se stesso o un ripensamento di quel che ha creato.

Si deve specificare una differenza che è fondamentale tenere sempre a mente: quella tra miracolo e prodigio.

È una differenza decisiva: ambedue sono eventi sensibili, straordinari e meravigliosi, ma mentre il miracolo va oltre le leggi naturali, il prodigio non lo fa (o lo fa solo in modo apparente).

Questa differenza è importante perché ci spiega che il miracolo può farlo solo Dio, in quanto solo Lui, come Signore e Padrone di tutto il creato, può trascendere le leggi della natura. Cosa che, invece, non possono fare le creature: il demonio quindi non fa miracoli, ma prodigi.

Anche San Tommaso d’Aquino chiarisce questa differenza nella sua Summa: “I veri miracoli non possono essere compiuti che dalla virtù divina: Dio infatti li compie a vantaggio degli uomini” (II-II, 178, 2). E continua spiegando che “tra i miracoli ce ne sono alcuni che non sono veri miracoli, ma giochi di immaginazione, con i quali l’uomo viene ingannato al punto di vedere ciò che non esiste. Altri invece sono fatti veri, ma non hanno la vera natura di miracoli, esseno compiuti in virtù di cause naturali”. Conclude, quindi, che questi “possono essere compiuti dai demoni”.

Proprio Nostro Signore, d’altronde, aveva anticipato che “sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti” (Mt 24, 24).

Gli avevano fatto eco San Paolo, che parla di portenti, segni e prodigi menzogneri (2Tess 2, 9), e san Giovanni che nell’Apocalisse racconta di “spiriti di demoni che operano prodigi” (16, 14).

Il Dottore Angelico così commenta il citato passo di San Matteo: “forse i demoni possono fare miracoli? Si deve dire di no, se la parola miracolo viene intesa in senso proprio” (Commento al Vangelo di Matteo). Ed anche Sant’Agostino, De civitate Dei (20, 19).

È poi da chiarire anche che delle creature solo gli angeli possono far prodigi: il demonio, come anche tutti gli angeli buoni, ha mantenuto la sua natura e tutte le connesse capacità. Può quindi, tramite le leggi naturali ma mai oltre, fare prodigi, sempre con la permissione di Dio.

Il miracolo, quindi, è qualcosa che può fare solo Dio.
Per lo scopo dei miracoli ci si appoggia ancora a San Tommaso d’Acquino: “il motivo per cui sono compiuti: la manifestazione di una realtà soprannaturale” (Summa Theol., II-II. 178, I, ad 3). Servono, insomma, a dare dimostrazione della divinità di Cristo.
Concludiamo allora con la riflessione del Dragone, ripresa dalle parole di Nostro Signore, “beati quelli che credono, senza bisogno di miracoli, per il solo dono della fede!”.

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