“Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada.” (proverbio africano)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.


Certo, per camminare occorrono le gambe. Occorrono i muscoli. Con la debolezza si può coprire solo una piccola distanza.

Ma i muscoli da soli non bastano, se non si sa dove andare. Soprattutto se non c’è la capacità di orientarsi.

Si può correre quando e come si vuole, ma se non si sa che direzione dover prendere, alla fine è solo un inutile e folle spreco di energie.

Per procedere, dunque, occorre la gamba, ma anche la testa.

E la testa non può fare a meno dell’esperienza.

La testa, se è veramente testa, non può fare a meno di chiedere luce e consiglio a chi ha già percorso il sentiero.

La testa, se è veramente testa, non può fare a meno della Tradizione.


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