Tutto va male? Invece di andare in angoscia, bisogna fare due cose: evangelizzare e riparare

Il mondo va male, la società va male, la Chiesa va male, tutto va male …e noi? Anche noi stiamo male. Eh no! A noi non ci è dato stare male. Se ci abbattiamo, se ci scoraggiamo, significa che dobbiamo fare un po’ di pieno di fede perché evidentemente il serbatoio dell’anima è a secco.

Invece di andare in angoscia, mettersi le mani nei capelli (per chi li ha ovviamente), commiserarsi pietosamente guardandosi le punte dei piedi… bisogna reagire!

Una verbo questo, “reagire”, che ha una sua nobile storia. Si fosse chiamata “Reazione Cattolica” l’Azione Cattolica, forse non avremmo dovuto piangere tanti guasti… ma lasciamo perdere.

Dicevamo: guai a paralizzarsi.

Sono belle parole! Potrebbe obiettare qualcuno.

No, non si tratta di belle parole e basta. Si tratta di sana scaltrezza.

Allora che si deve fare? Molto semplice: seminare buona e bella (a questo aggettivo noi del C3S ci teniamo particolarmente) dottrina e poi pregare. Insomma, solo due cose: evangelizzare e riparare.

Seminare buona e bella dottrina, che vuol dire in soldoni ricordare le grandi verità della Fede. Se solo nella Chiesa ci si impegnasse a divulgare il catechismo autenticamente cattolico (nella sua semplicità e schematicità) con la stessa passione con cui si organizzano marce per la pace o proteste contro gli inceneritori, forse si riuscirebbe più facilmente a persuadersi e a persuadere. Negli ultimi decenni si sono trascurate le opere di misericordia spirituale a favore delle pur importanti opere di misericordia corporale. E così non si dedica più tempo ad annunciare le verità fondamentali. Sembra che uno dei più geniali colpi di Satana sia proprio quello di farci sprecare tutte le nostre energie in cose non importanti e quindi distoglierci dal fondamentale. Ci si preoccupa delle raccolte differenziate, dell’inquinamento atmosferico, della chimicizzazione dell’agricoltura o del fumo passivo. Ma nulla si fa  per denunciare il dilagare dell’apostasia e del peccato mortale. Molte anime vanno all’inferno e la gente muore senza sacerdote…e invece di preoccuparsi di questo, ci si preoccupa di altro.

La seconda cosa che si è dimenticato è lo spirito di riparazione …anche sociale. Adesso ci si mettono pure i vescovi che dicono che pregare pubblicamente è divisivo…

Chiediamoci: le famiglie e le nazioni sono importanti nell’economia della salvezza? Certamente. L’uomo non si salva prescindendo da ciò che naturalmente la Provvidenza pone nella sua vita, tanto è vero che nulla impedisce di credere che l’angelo custode non sia solo per  i singoli uomini ma anche per tutte queste realtà. A Fatima, le apparizioni della Vergine furono precedute da quelle di un angelo che si definì anche come “Angelo del Portogallo”. Mentre l’uomo riceve il suo giudizio dopo la morte, le famiglie e le nazioni invece possono ricevere il loro giudizio solo in questa vita. Così, mentre l’uomo può purificare le proprie pene accumulate anche dopo la morte, le famiglie, le società e le nazioni devono scontare tutto già su questa terra. Da qui l’importanza di pregare, mortificarsi e riparare. I santi, questo, lo hanno sempre capito…e lo hanno sempre insegnato.

Dunque, invece di deprimerci, agiamo e facciamoci scaltri come ci insegna il Signore (cfr.Luca 16, 1-8), ben sapendo che si possono perdere tante battaglie, ma che l’esito della guerra è già segnato.

Noi del C3S questo cerchiamo di fare… se vuoi, unisciti a noi.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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