Il sacerdozio cattolico. Perché abbiamo perso la quantità …e anche la qualità?

Il Papa in Irlanda ha giustamente condannato ciò che c’è stato, lo scandalo enorme che è confraglato e che sta ancora conflagrando, visto che i media del mondo intero ne hanno parlato, ne parlano e ne parleranno chissà per quanto tempo ancora.

E’ vero che la piaga della pedofilia tocca tutti gli ambienti, ma -siamo sinceri- ci sono degli ambienti in cui certe depravazioni scandalizzano oggettivamente di più, come appunto è senz’altro quello del sacerdozio cattolico.

Come hanno già detto diversi siti e firme importanti, in tutte queste accuse, in tutto questo scusarsi e fare ammenda, manca però un’analisi appropriata. I casi cosiddetti di “pedofilia” nel clero sono per larghissima parte casi di efebofilia, cioè vengono fuori da tendenze omosessuali.

Non che l’omosessualità non possa anche condurre alla pedofilia tout-court, tutt’altro. E’ stimato che la stragrande maggioranza di casi di pedofilia alberghino soprattutto negli ambienti omosessuali; e per una ragione ben precisa, perché, una volta fatto fuori il criterio naturale della sessualità, è sdoganabile tutto, in quanto il criterio stesso dal dato razionale e naturale passa facilmente a quello puramente istintivo e del desiderio individuale.

Ma -dicevamo- i casi dinanzi ai quali la Chiesa deve interrogarsi sono prevalentemente casi di efebofilia, quindi di omosessualità.

Ebbene, è sotto gli occhi di tutti (anzi: era già sotto gli occhi di tutti) il dilagare dell’omosessualità nei seminari e quindi nel clero.

I rettori dei seminari che hanno cercato di fare adeguato filtro e respinto in tal senso, molto spesso sono venuti a sapere che chi era stato respinto era riuscito a farsi ordinare sacerdote in altre diocesi.

Gran parte dell’entusiasmo postconciliare ha dovuto confrontarsi con il triste dato degli abbandoni del sacerdozio e con la crisi delle vocazioni, ma il tutto veniva addolcito con lo slogan: meglio la qualità che la quantità! E cioè: abbiamo perso la quantità, ma ne abbiamo guadagnato di qualità!

Verrebbe da pensare alle …ultime parole famose, con relativa sfumata di immagine cinematografica di fantozziana memoria : se è questa la qualità?

Insomma, abbiamo perso tanto la quantità che la qualità!

E per un motivo ben preciso: perché si è persa la Fede.

Il punto è proprio questo: la Fede …e nient’altro che la Fede!

La Fede nel Cristianesimo tutt’intero.

La Fede che ti fa capire che questa vita è solo un passaggio per guadagnarti qualcosa di più grande. E che alla fine di tutto ti attende il giudizio di Dio …che non è una barzelletta!

La Fede vera che ti aiuta ad accettare qualsiasi sacrificio. Che ti fa vincere te stesso. Che ti fa fare quella santa violenza su tu te stesso, che è poi la più difficile a farsi: “Il Regno dei Cieli patisce violenza, e solo i violenti potranno ereditarlo”. (Matteo 11)

Ma quando invece tutto è appiattito. Quando Cristo e la sua Verità (che è quella Cattolica!) viene trasformata in una sorta di optional, per cui ci sta o non ci sta alla fine è la stessa cosa. Quando ogni strada è buona se percorsa con sincerità. Quando non c’è un più un criterio metafisico e oggettivo di distinzione del vero, ma tutto è immanentizzato nel vissuto e nel personale …insomma quando alla fine del Cristianesimo non rimane più nulla, allora perché un giovane dovrebbe desiderare di farsi sacerdote di Cristo?

Se Cristo non c’è più, perché è essere sacerdote di Cristo?

E alora l’elemento di attrazione è altro. Ed è proprio questo “altro” che è divenuto il castigo più terribile di questa “chiesa”. Attenzione: non della Chiesa …ma di questa “chiesa” che ha tradito la Verità.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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