“L’arte è realistica come l’attività, e simbolica come il fatto” (Boris Pasternak)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 


L’arte è realistica come l’attività, e simbolica come il fatto

(Boris Pasternak – Il salvacondotto)

In queste poche parole lo scrittore russo dice due verità.

La prima: la vita dell’uomo è reale.

La seconda: i fatti hanno una valenza simbolica.

Soprattutto Pasternak fa capire come queste due evidenze non siano in contraddizione, anzi.

Cosa vuol dire che la vita dell’uomo è reale? Che la realtà non è un concetto astratto, ma è nella vita; così parimenti la vita non è qualcosa di indefinibile, bensì è realisticamente oggettiva.

Vivere significa rapportarsi non ad astratte idee, ma alla realtà concreta delle cose.

E cosa vuol dire che i fatti hanno una valenza simbolica?

Il simbolo non nega il reale, ma rimanda ad un significato più grande. Il simbolo rimanda al Mistero.

Ecco, le parole di Pasternak significano questo: Vita e Fatti sono fondati sul Mistero…

…sul Mistero di Dio.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "“L’arte è realistica come l’attività, e simbolica come il fatto” (Boris Pasternak)"

  1. In poche frasi, dense come lo sono gli aforismi (a mio parere tutt’altra cosa rispetto agli slogan) una verità ‘ineffabile’.
    Bisognerebbe tenersi costantemente attenti a questa verità, per tradurla in una bontà verso la vita tutta, istante per istante.
    A mo’ di parentesi voglio dire che mi ha ricordato quest’altra frase di Pasternak, che ho incontrata decenni fa e che di tanto in tanto riemerge “Siamo ostaggi dell’eternità in prigionia del tempo”.
    In questo periodo di Attesa particolare è bello questo rimandare e riandare a questo mistero di pazienza, di attenzione, di gratitudine e di preghiera necessarie a una realizzazione e rigenerazione della vita propria e altrui, secondo questa verità “Vita e Fatti sono fondati sul Mistero……sul Mistero di Dio!”.
    Grazie e buon cammino verso il Natale.

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