La Bisaccia n.36

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

Il peggio quando si invecchia è che si resta giovani

(Jean Cocteau)

Queste parole esprimono un paradosso: si rimane giovani anche quando si invecchia.

Ma è un paradosso vero.

L’uomo, pur invecchiando, conserva un pensiero giovane.

Un pensiero capace di capire, di intuire, di amare, di odiare… di scegliere il bene e di scegliere il male.

Anzi, invecchiando, il pensiero è come se si allargasse riuscendo a capire tante sfumature che prima sfuggivano.

Il corpo s’indebolisce.

La pelle si raggrinsisce.

I muscoli si indeboliscono.

Il passo si fa pesante…

…ma il pensiero continua a volare… anzi, vola ancora più in alto.

Se ciò è una condanna per la vecchiaia, perché si riesce a pensare ad essa e ai suoi limiti, ciò è soprattutto una scoperta.

La scoperta che l’uomo non è solo le sue forze fisiche, ma anche e soprattutto lo spirito che lo porta ad invocare e a sperare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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