La Bisaccia n.44

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

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Cantare in verità, è altro spirare…

(Rainer Maria Rilke – da I sonetti a Orfeo)

Il cantare solitamente è segno di gioia, oppure è il segno di non voler pensare a certi problemi. Non a caso si è soliti dire a chi è un po’ affranto: “Canta, che ti passa!” …se fosse così facile!

Quando la tristezza sconvolge e sembra opprimere l’animo, non c’è canto che possa risollevare. Né canto fatto, né canto ascoltato.

Eppure c’è canto e canto. Meglio: c’è cantare e cantare. C’è il cantare nella menzogna e c’è il cantare nella verità.

Il cantare nella menzogna è quando si desidera una gioia solamente per tamponare, per non pensare e per stordirsi.

Il cantare nella verità è invece quando non si vuole fuggire dalla realtà e si capisce che nella tristezza e nel dolore c’è la scoperta di un senso. Che nessun patire è inutile. Che tutto è sotto il controllo di un Padre.

Ed è proprio questo “cantare” che dona un altro respiro!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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