La “bocciatura”di Bruxelles. Una testardaggine oscurantista e interessata?

Il progresso dell’umanità è avvenuto non solo per invenzioni, ma ovviamente anche e soprattutto per scoperte.

Le prime non escludono le seconde e viceversa, ma è indubbio che ciò che riserva in sé la natura ha tali potenzialità che si rivelano positive per la soluzione di molti problemi. La conoscenza della natura è importante non solo per risolvere tutte quelle questioni che la natura stessa pone, ma anche per trovare risorse che possano presentarsi utili.

Fin qui, cari pellegrini, siamo nel campo di monsieur Jack de la Palice, ovvero stiamo dicendo cose scontate, “lapalissiane” per l’appunto.

C’è però forse qualcosa che tanto scontata non è. Ovvero che il progresso umano attraverso le scoperte è andato avanti soprattutto procedendo per esclusione. Si è tentata una strada, si è capito che non fosse quella giusta, e se ne cercata un’altra.

Se l’uomo si fosse incaponito testardamente, altro che scoperte e altro che progresso!

Cari pellegrini, anche l’economia è un campo che non può e non deve sfuggire a questa buona pratica, che poi è pratica di buon senso.

Certo, ci devono essere dei principi cardine da cui non si può transigere. Per esempio, un principio che imponesse l’uomo a servizio dell’economia e non il contrario, non sarebbe mai accettabile. Così altrettanto inaccettabili sarebbero principi di negazione del diritto alla proprietà o della centralità della famiglia nel corpo sociale e nelle dinamiche economiche, ecc… Ma tutto questo non significa che, oltre questi principi di fondo, non si possa e non si debba elasticamente valutare tutte le opportunità.

Questo discorso vale ancora di più quando si è dentro una situazione economica in cui l’instabilità, la diffusa finanziarizzazione dei mercati, gli indicatori di Borsa che si “destano” a Tokyo e vanno a “dormire” a New York, rendono tutto “magicamente” fluido. Ovviamente l’avverbio “magicamente” è nel senso che tutto poi concorre a favore di grandi interessi e di potentati di cui è difficile negarne l’esistenza.

E allora, cari pellegrini, veniamo al dunque. Penso che nessuno abbia la sfera di cristallo per sapere come andranno le cose e se sulle previsioni di bilancio avrà ragione l’Europa o il Governo italiano. Men che meno lo abbiamo noi questa possibilità, visto che non siamo certo addentro a queste cose e a questi meccanismi.

C’è però un fatto che è innegabile. Le ricette finora apportate (volute prevalentemente dall’Europa) ci hanno condotto dove ci hanno condotto. E inoltre, chi adesso fa il maestrino, in tempi non sospetti, aveva previsto che la moneta unica europea non avrebbe che portato benefici a tutti. Li stiamo ancora attendendo questi benefici…

Ora, basterebbe questo per nutrire più di una perplessità nei confronti di chi sta bacchettando le ricette economiche dell’attuale governo giallo-verde.

Insomma, si vorrebbe da parte di costoro continuare di fatto come si è fatto finora. Si tratta di una testardaggine ovviamente sospetta.

Visto che ormai molti si lanciano in previsioni future, lo facciamo anche noi: ma che forse questo non voler far procedere il governo italiano, non celi la paura che un eventuale suo successo economico possa costituire per l’Europa, così come si è costruita, un precedente pericoloso?

Il tempo ci dirà!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "La “bocciatura”di Bruxelles. Una testardaggine oscurantista e interessata?"

  1. Domenico Mancuso | 23 novembre 2018 at 10:42 | Rispondi

    Non concordo sulla vs.impostazione del problema.La questione è: lo Stato italiano viola trattati vigenti? La risposta è: li vìola.Quindi ha torto.DM

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