La Borraccia del giorno (3 aprile)

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

“Punta le tue artiglierie contro il male ed offri le tue sofferenze, offri la pena delle tue miserie. E’ un tesoro che hai: offrendole a Dio fai un atto di umiltà e di fede, ed attiri la sua misericordia. Dio è potente ad utilizzare le tue pene quando esse sono anche pene per la miseria tua, e quando le dai a Gesù.”
(Servo di Dio don Dolido Ruotolo)

I SORSI

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Cari pellegrini, sapete come nacquero i vaccini? Si ebbe l’intuizione di utilizzare del materiale biologico infettato, far indebolire la carica batterica e poi inserirlo in un corpo sano. La carica batterica avrebbe attivato la reazione immunitaria, questa avrebbe avuto la meglio, in quanto la carica batterica era stata indebolita, e così l’immunizzazione ottenuta.

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Nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia, don Dolindo Ruotolo (1882-1970) ci dice di far tesoro della sofferenza.

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Ma come è possibile che una cosa così negativa come la sofferenza possa essere trasformata in tesoro?

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Una realtà può essere preziosa in tre modi: in sé, con sé, e da sé. Vediamo cosa significa.

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Una realtà può essere preziosa in sé, cioè in se stessa: un diamante è un diamante.

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Può essere preziosa con sé, cioè può non essere preziosa da se stessa, ma diventa “preziosa” in una determinata situazione. Se ci si trova improvvisamente al buio, una misera candela diventa preziosissima perché è l’unica possibilità di poter far luce ed evitare il peggio.

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Può essere preziosa da sé, cioè può non essere preziosa in se stessa, ma lo diventa se offerta a qualcuno che è importante: un fiore che abbiamo portato ad un santuario è certamente più “prezioso” di un fiore simile che abbiamo colto nel prato e messo nell’auto.

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Dunque, il secondo e il terzo modo riguardano il nostro rapporto con Dio.

9

Riflettiamoci bene perché anche qui c’è una bellezza della Verità Cattolica: tutto ciò che noi abbiamo, anche le cose più fragili, possono essere offerte a Dio, basta solo che non siano esito del peccato.

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La sofferenza e il dolore che ci rendono piccoli-piccoli dinanzi a noi stessi e al mondo, possono farci diventare “grandi” dinanzi a Dio.

11

Dio vuole che gli si doni tutto; e tutto ciò che da noi riceve lo trasforma in “oggetti preziosi”. Anche ciò che tenta nella ribellione e nel rifiuto, qual è appunto la sofferenza.

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Ed ecco che don Dolindo Ruotolo conclude con un’immagine che richiama quella da cui siamo partiti: “Al medico che cura i vaiolosi, che cosa puoi dare se non il pus di una tua pustola di vaiolo? E’ una miseria; ma il medico con quel pus fa un innesto salutare…” 

Al Signore Gesù

Signore, fa che possa offrirti tutto… e questo tutto rendilo “prezioso”, utilizzandolo come vuoi.

Alla Regina dello Splendore

Madre, stando a fianco a te, tutta la mia vita è offerta al tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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