La Borraccia n.10

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

10

L’ACQUA

“Punta le tue artiglierie contro il male ed offri le tue sofferenze, offri la pena delle tue miserie. E’ un tesoro che hai: offrendole a Dio fai un atto di umiltà e di fede, ed attiri la sua misericordia. Dio è potente ad utilizzare le tue pene quando esse sono anche pene per la miseria tua, e quando le dai a Gesù.”
(Servo di Dio don Dolido Ruotolo)

I SORSI



1)Cari pellegrini, sapete come nacquero i vaccini? Si ebbe l’intuizione di utilizzare del materiale biologico infettato, far indebolire la carica batterica e poi inserirlo in un corpo sano. La carica batterica avrebbe attivato la reazione immunitaria, questa avrebbe avuto la meglio, in quanto la carica batterica era stata indebolita, e così l’immunizzazione ottenuta.

2)Nelle parole che fanno da “acqua” di questa “borraccia”, don Dolindo Ruotolo ci dice di far tesoro della sofferenza.

3)Ma come è possibile che una cosa così negativa come la sofferenza possa essere trasformata in tesoro?

4)Una realtà può essere preziosa in tre modi: “in sé”, “con sé”, e “da sé”. Vediamo cosa significa.

5)Una realtà può essere preziosa “in sé”, cioè in se stessa: un diamante è un diamante.

6)Può essere preziosa “con sé”, cioè può non essere preziosa da se stessa, ma diventa “preziosa” in una determinata situazione: se ci troviamo improvvisamente al buio, una misera candela diventa preziosissima perché è l’unica possibilità di poter far luce ed evitare il peggio.

7)Può essere preziosa “da sé”, cioè può non essere preziosa in se stessa, ma lo diventa se offerta a qualcuno che è importante: un fiore che abbiamo portato ad un santuario è certamente più “prezioso” di un fiore simile che abbiamo colto nel prato e messo nell’auto.

8)Dunque, cari pellegrini, il secondo e il terzo modo riguardano il nostro rapporto con Dio.

9)Riflettiamoci bene perché anche qui c’è una bellezza del Cristianesimo: tutto ciò che noi abbiamo, anche le cose più fragili, possono essere offerte a Dio, basta solo che non siano esito del peccato.

10)La sofferenza e il dolore che ci rendono piccoli-piccoli dinanzi a noi stessi e al mondo, possono farci diventare “grandi” davanti a Dio.

11)Dio vuole che gli si doni tutto e tutto ciò che da noi riceve lo trasforma in “oggetti preziosi”. Anche ciò che ci tenta nella ribellione e nel rifiuto, qual è appunto la sofferenza.

12)Ed ecco che don Dolindo Ruotolo conclude con un’immagine che richiama quella da cui siamo partiti: “Al medico che cura i vaiolosi, che cosa puoi dare se non il pus di una tua pustola di vaiolo? E’ una miseria; ma il medico con quel pus fa un innesto salutare…” 

AL SIGNORE GESU’

Signore, fa che possa offriti tutto… e rendi tutto “prezioso” utilizzandolo come vuoi.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, stando a fianco a te, tutta la mia vita è offerta al tuo Divin Figlio.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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