La Borraccia n.115

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Signore, compi in me la potenza del tuo braccio e dissipa da me quell’orgoglio maledetto, che tante volte mi ha reso arido e brullo dinanzi a Te!
(Servo di Dio don Dolindo Ruotolo)

I SORSI

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Cari pellegrini, immaginiamo una terra dove non piove da molto tempo, una terra colpita da una lunga siccità. Tutto è arido e brullo. Il terreno è spaccato, il paesaggio desolante.

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Eppure quel terreno che stiamo immaginando poteva essere un giardino rigoglioso, attraente, riposante, se solo avesse ricevuto sufficiente nutrimento dall’acqua piovana.

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Cari pellegrini, l’ acqua di questa borraccia è costituita da alcune parole di don Dolindo Ruotolo. Queste esprimono fondamentalmente una verità: l’uomo deve rendersi “opera” di Dio.

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Don Dolindo utilizza un verbo che è molto appropriato in questo caso: “compiere”. Egli invita il Signore a far sì che la sua vita possa essere un “compimento del braccio di Dio”. Cosa significa? Che la vita dell’uomo deve essere manifestazione della volontà e della potenza di Dio.

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“Della volontà”, nel senso che la vita dell’uomo deve conformarsi totalmente al volere di Dio: “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà, Padre…” (Luca 22)

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“Della potenza di Dio”, nel senso che la vita deve essere testimonianza della presenza di Dio dove l’uomo opera, agisce, vive.

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Don Dolindo poi aggiunge dell’altro e dice che se questo non avviene, cioè se l’uomo si rifiuta di essere “compimento del braccio di Dio”, si finisce col diventare aridi e brulli. Cioè di fatto non si vive come si deve vivere. D’altronde è così: l’uomo esiste perché Dio l’ha voluto e perché Dio lo mantiene nell’essere.

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Staccarsi da Dio (attenzione: non solo non riconoscerlo, ma anche riconoscerlo eppure rendersi autonomi da Lui) vuol dire costruire se stessi sulla più grande menzogna che possa esistere. Da qui la stoltezza di ogni laicismo!

9

Cari pellegrini, vi immaginate se il terreno, potendo pensare e liberamente agire, decidesse di rifiutare volontariamente la pioggia, di rendersi autonomo dall’ordine dei fenomeni naturali, anzi decidesse stoltamente di riscriverli a proprio piacimento? Se così fosse, quel brutto spettacolo dell’immagine da cui siamo partiti sarebbe un’opera volontaria e colpevole.

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Eevitiamo di diventare anche noi un arido deserto.

Al Signore Gesù

Signore, io voglio essere un’opera della tua potenza.

Anzi: voglio essere uno strumento musicale a tua disposizione affinché Tu possa usarmi per suonare la melodia del tuo volere.

Ti chiedo però la Grazia di darmi forza per corrispondere ai tuoi meravigliosi progetti.

Io sono quello che sono e da solo non posso farcela.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu che sei il “Giardino di Dio”, Tu in cui non c’è nulla di “brullo” e di “arido”, perché tutto conforme alla volontà di Dio, aiutami affinché possa corrispondere pienamente a ciò che il tuo Divin Figlio desidera da me.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

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