La Borraccia n.116

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Mosé disse al popolo: “Osserva le leggi di Dio e i suoi comandi che oggi ti dò, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te…”
(Deuteronomio 4)

I SORSI

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Cari pellegrini, nel nostro cammino lo sguardo cade su un contadino che sta potando un albero da frutto. Ha già tagliato tanto, infatti sul terreno si accatastano diversi rami. Ad un occhio profano quelli a terra sembrano addirittura rami ottimi che sarebbero ancora potuti servire. Ma il contadino certamente sa il fatto suo.

2

Alla fine del lavoro, l’albero si presenta quasi spoglio, striminzito. Certamente faceva più bella figura prima. Eppure da ora, malgrado abbia dovuto sacrificare molto di sé, si prepara per dare frutti più consistenti e saporiti.

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Cari pellegrini, perché l’uomo deve compiere il bene? perché Dio vuole che ci conformiamo a Lui (Legge di Dio) e perché è nella natura delle cose (Legge Naturale). Ovviamente non è il caso adesso di fare distinguo filosofici e teologici più specifici.

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C’è però un qualcosa che fa da conseguenza positiva alla realizzazione del bene: proprio perché il Bene è il Bene (chiediamo scusa del gioco di parole, ma è voluto). Questo qualcosa si realizza nello spazio e nel tempo di ognuno di noi.

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Nello spazio: fare il bene significa orientare la propria vita verso il giusto fine. Il verbo “orientare” attiene appunto allo spazio. Proprio quando l’uomo si orienta verso il giusto fine, appaga se stesso e quindi raggiunge la felicità. Ecco il senso delle parole fanno da acqua di questa borraccia: “Osserva le leggi di Dio e i suoi comandi che oggi ti dò, perché sia felice…”

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Ma -dicevamo- fare il bene significa anche avere delle conseguenze nel tempo. La parole aggiungono: “… e perché siano felici i tuoi figli dopo di te.”

7

Qui, cari pellegrini, c’è qualcosa d’importante su cui dobbiamo riflettere. Il bene incide nella storia. C’è un mistero (vero, anche se oggi non se ne parla più) secondo il quale all’interno di una famiglia certi errori che fanno alcuni, per esempio i genitori, li “pagano” anche i parenti più stretti, per esempio i figli. Ovviamente non si tratta di peccati imputabili, bensì di castighi che servono per compensare i peccati commessi all’interno della famiglia; castighi che, se vissuti nella grazia che Dio dona sempre, e offerti, si possono trasformare in privilegi per raggiungere alti livelli di santità da parte di chi li patisce.

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Tutto questo perché ciò che davvero muove la storia sono le scelte che ognuno fa nel suo intimo, scelte di Bene o purtroppo di Male.

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Anche se il bene costa …costa fatica come a quel contadino che è stato costretto a potare l’albero e anche a quell’albero che si è dovuto privare di tanti rami. Ma senza questa fatica, si potrebbero avere i frutti per allietare la tavola del contadino e dei suoi figlioli?

Al Signore Gesù

Signore, senza le tue leggi non potrò mai essere felice.
Orientami solo verso di Te e la tua volontà.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, con Te le leggi del tuo Divin Figlio saranno sempre la mia bussola.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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