La Borraccia n.120

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Il Signore si occuperà tanto più dei nostri interessi, quanto più noi ci preoccuperemo in primo luogo dei suoi.
(Padre Raymond de Thomas de Saint-Laurent)

I SORSI

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Cari pellegrini, sentite brevemente la storia di sant’Isidoro, detto il “contadino”. Questi nasce a Madrid intorno al 1070 da una poverissima famiglia di agricoltori. Orfano del padre fin da piccolo, va a lavorare la terra nelle campagne intorno a Madrid. A causa della guerra, cerca rifugio e lavoro a nord, a Torrelaguna. Qui conosce la sua futura sposa, Maria Toribia, anch’ella contadina. Isidoro ha una grande fede. E’ analfabeta ma conosce le cose di Dio e sa pregare. Ogni mattina, all’alba, va alla Messa. Ma soprattutto durante la giornata, mentre è al lavoro, spesso si apparta per raccogliersi in preghiera. I suo compagni di lavoro lo accusano di essere una scansafatiche. Anche il padrone, Juan de Vargas, inizia a sospettare di lui, ma poi si accorge che alla sera il lavoro di Isidoro è bello che compiuto. Alla fine si convince che qualcosa di misterioso aiuta Isidoro nel suo lavoro. Iniziano ad avvenire anche miracoli nelle sue proprietà. Ben presto Isidoro diventa il suo uomo di fiducia e inizia a guadagnare di più, ma lui e la moglie (dichiarata beata nel XVIII secolo) decidono di vivere come sempre e il di più lo donano ai poveri. Isidoro muore nel 1130. Alla sua morte la sua fama era pari a quella di El Cid Campeador. Fu canonizzato da papa Gregorio XV il 25 maggio del 1622.

2

Cosa colpisce di ciò che abbiamo letto? Ovviamente il fatto che sant’Isidoro ogni tanto interrompeva il lavoro per raccogliersi in preghiera. Veniva accusato, perché, secondo una logica tipicamente umana, per raccogliersi in preghiera occorre del tempo e questo tempo ovviamente veniva tolto al lavoro, con la preoccupazione che quello che non fosse riuscito a fare lui sarebbe stato sulle spalle di altri. E invece, a fine giornata, ciò che riusciva a mietere sant’Isidoro era molto più abbondante di ciò che erano riusciti a mietere gli altri.

3

Cari pellegrini, il Signore vuole che lo mettiamo al primo posto. Ciò è giusto ed è anche bello.

4

E’ giusto, perché Colui da cui si è avuto tutto e da cui si ha tutto non può che stare al primo posto. Il Signore è l’unica fonte dell’essere, della vita e della felicità.

5

Ma ciò è anche bello, perché solo con il Signore si può raggiungere la propria completezza. Sant’Agostino dice: “Il mio cuore è inquieto fin quando non riposa in Te, o mio Signore.” E infatti solo Dio puoi calmare tutti gli affanni, le inquietudini, perché Dio è quell’Infinito e quell’Assoluto a cui anela la dimensione umana.

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Praticamente cosa significa mettere Dio al primo posto? Prima di tutto significa sostituire il proprio criterio di giudizio con il criterio di giudizio di Dio: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” dice San Paolo ai Galati. Secondo: significa renderlo quello che è, Signore della vita, della Storia, di tutto.

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E qui, cari pellegrini, si deve avere la forza per testimoniare la Regalità di Cristo (anche sociale) dinanzi a tutti.

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Una volta era più facile. Oggi il mondo va tutt’altra parte. Esso tollera che ci si definisca “cristiani”, ma non sopporta che l’essere cristiani si trasformi in giudizio sulle cose che accadono.

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Finanche i ministri di Dio tendono ad arrendersi e a seguire il mondo; e per giunta sembrano deridere tutti quei laici che s’impegnano affinché la Regalità di Cristo possa essere proclamata. Anzi: nessuno parla più della Regalità Sociale di Cristo.

10

Cari pellegrini, facciamo invece come ci dice l’acqua di questa borraccia e facciamo come sant’Isidoro: mettiamo Dio al primo posto e così ciò che raccoglieremo a fine giornata sarà molto di più di quanto avevamo programmato e sperato di fare.

Al Signore Gesù

Signore, non permettere che mi scoraggi.
Dammi sempre la forza di proclamarti Re: della mia vita, della società e della Storia.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu che sei Regina della mia vita, della storia e dell’universo intero, fa che mi occupi solo della gloria del tuo Divin Figlio.
Tienimi sotto il Tuo Manto e dammi la forza per servirlo e testimoniarlo.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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