La Borraccia n.125

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

(…) se paragoni questa vita all’eternità della vita futura, ti sembrerà appena un istante e ti accorgerai quanto sono fuorviati coloro che, per godere di questo soffio di vita tanto breve, si dispongono a perdere la pace di quella destinata a durare per sempre. (…) Chi ora è un lattante, diventa presto un ragazzo e, da ragazzo, giovane e, da giovane, giunge tosto alla vecchiaia e si ritrova vecchio prima di aver fatto in tempo a meravigliarsi di non essere più un ragazzo. E la donna bella che attirava schiere di corteggiatori, ben presto si trova la fronte solcata dalle rughe; e diventa brutta quella che prima era dai mondani trovata così amabile.

(San Pietro da Alcantara – Meditazioni per ogni giorno, marterdì)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi raccontiamo una storia che sembra sia realmente accaduta. Nel XVII secolo viveva a Napoli una giovanissima appartenente alla Reale Casa di Spagna. La ragazza era famosa per la sua bellezza. Un giovane nobile napoletano, che comandava i soldati che avevano l’incarico di proteggerla, se ne innamorò. Prima però che fosse possibile dichiararle il suo amore, ella si ammalò e nel giro di pochi giorni morì. Il corpo doveva essere trasportato in Spagna, ma non era possibile farlo via mare, per cui era necessario percorrere un lungo viaggio risalendo la penisola italiana per poi girare verso quella iberica. Il giovane nobile si offrì di accompagnare il feretro e di proteggere con i suoi uomini la carovana. Il viaggio fu molto lungo. Arrivati in Liguria, il giovane fu preso dal desiderio di rivedere ancora una volta il volto dolcissimo e bellissimo della giovane. Fece riaprire la bara, ma ormai tutto era andato in putrefazione. Quel volto bellissimo e dolcissimo non c’era più. Il giovane rimase così scioccato, capì la vanità di tutto e decise di abbandonare il mondo consacrandosi a Dio per il resto dei suoi giorni…

2

Cari pellegrini, il Cristianesimo invita ad amare la vita perché essa è dono di Dio.

3

Ma quale vita? Quella che si trascorre qui, su questa terra, ma per prepararsi a proseguire nell’eternità.

4

Se la si vive così, la vita diventa piena e sensata, altrimenti è una menzogna.

5

San Pietro di Alcantara sembra parlare soprattutto all’uomo di oggi: “(…) se paragoni questa vita all’eternità della vita futura, ti sembrerà appena un istante e ti accorgerai quanto sono fuorviati coloro che, per godere di questo soffio di vita tanto breve, si dispongono a perdere la pace di quella destinata a durare per sempre.”

6

Che pazzia è infatti quella di pensare e di vivere come se tutto finisse qui, senza invece prepararsi per l’eternità.

7

Che pazzia e che stupidità! Si vive, si fanno sacrifici, rinunce, lotte, battaglie per migliorare la vita qua, senza pensare per nulla all’aldilà.

8

Si pretende di realizzare la pace, la serenità, il benessere nel tempo… senza preoccuparsi della pace, del benessere e della serenità eterni.

9

Ci si mette al servizio del tempo e si diventa suoi stupidi cortigiani: da una parte si pretende procrastinarlo (si pensi a tutti i patetici tentativi che oggi si fanno per allungare la giovinezza: lifting e altre sciocchezze…), dall’altra si diventa suoi servi perché si vive come se il tempo fosse ineluttabile e non dovesse essere risolto nell’eternità.

10

Cari pellegrini, ritorniamo alla storia da cui siamo partiti. Il dolcissimo e bellissimo volto di quella ragazza non era sparito definitivamente, era ed è nell’eternità. E il giovane che decise di consacrarsi a Dio questo lo sapeva bene. Avrebbe voluto rimanere con lei per l’eternità, scelse dunque di vivere i suoi giorni nella fedeltà all’eternità: per costruirsi l’eternità.

11

Un albero che ingiallisce in autunno, rifiorirà in primavera. E il senso di tutto è pensare alla primavera sempre, anche in autunno… perché un giorno solo la primavera ci sarà!

Al Signore Gesù

Signore, rendimi testimone dell’eterno.
Signore, fa che viva ben consapevole che qui tutto passa e che ciò che conta sei solo Tu …e stare con Te per tutta l’eternità.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu che sei la Regina del Paradiso, Tu che sei la Regina dell’Eternità, Tu che hai davvero vissuto nella dimensione dell’eterno generando l’Eterno nel tuo grembo, aiutami a odiare il peccato, vera minaccia per il mio definitivo.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

 

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