La Borraccia n.154

L’ACQUA

(Il Signore) insegna ai docili le sue vie
(Salmo 24)

I SORSI

1

Cari pellegrini, c’è un detto che dice che è meglio spezzarsi piuttosto che piegarsi. Si riferisce a quello spirito di compromesso che spesso può tentare quando la difesa di certi princìpi potrebbe comportare ripercussioni sui propri interessi, sulla carriera, sulle amicizie, ecc…

2

In tal caso un detto del genere è più che condivisibile e coglie nel segno. Un uomo che voglia realmente essere uomo è meglio che si “spezzi” piuttosto che si pieghi, cioè è meglio che s’immoli per l’ideale piuttosto che si venda alla pavidità e al pensiero dominante.

3

Ma, cari pellegrini, nell’acqua di questa borraccia si evoca un altro tipo di “piega”, non quella del compromesso e della paura o anche della vergogna, bensì la “piega” della giusta elasticità. Meglio: della docilità.

4

Essere docili non è un segno di debolezza, anzi. E’ piuttosto segno di governare il proprio essere per far sì che questo si conformi e si faccia plasmare da Chi viene riconosciuto come Colui a cui tutto si deve.

5

Piegarsi è prostrarsi dinanzi a ciò che si riconosce come ingiusto e falso, ma che si accetta per paura e debolezza.

6

Rendersi docili è offrirsi per farsi plasmare da ciò che si ritiene giusto e vero, e dunque si ritiene il meglio per sé.

7

Il paziente che si sottopone ad un intervento chirurgico si rende docile al chirurgo. Lo fa perché sa che ha bisogno di quell’intervento, che è giusto che si faccia. La sua non è vigliaccheria, bensì un atto di coraggio per la salute del proprio corpo.

8

La docilità non è pusillanimità. E’ forza!

9

Abbiamo iniziato con un proverbio. Ricordiamone altre due. Il primo dice così: Il docile riceve i precetti di tutto cuore. L’altro: Più nobile il cuore, più docile il collo. 

10

E’ in realtà quello che dice il Salmo 24. Dio insegna ai docili le sue vie, perché solo i docili si fanno plasmare dalla sua Legge (i precetti del primo proverbio) e sono capaci, dinanzi al prossimo, di rendersi testimoni del Suo Amore (la docilità del collo del secondo proverbio).

Al Signore Gesù

Signore, plasma il fango del mio essere.

Scolpiscimi come Tu vuoi.

Dammi però la forza affinché non mi irrigidisca e non rifiuti la tua “scultura”.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei la creatura più docile che esista.

Il Signore ti ha modellato come suo capolavoro.

Nell’universo non c’è opera più grande e bella di Te.

E dalla Tua bellezza mai voglio allontanarmi.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Camino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "La Borraccia n.154"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*