La Borraccia n.176

L’ACQUA

Secondo San Giovanni Crisostomo, Gesù dice agli uomini: ‘Non pensate che vi abbandoni. Io in persona vi assisterò (…) e vi renderò facile ciò che è difficile.
(San Giovanni Crisostomo)

1

Cari pellegrini, san Giovanni Crisostomo, commentando la Parabola del Debitore di diecimila talenti, immagina che Gesù dica le parole che abbiamo scelto come acqua di questa borraccia.

2

In essa ci sono due concetti su cui dobbiamo concentrare la nostra riflessione. Due concetti che sono logicamente legati, posti in una successione di “causa” e di “effetto”. Il primo (la causa): Dio non abbandona, anzi viene ad aiutarci in persona. Il secondo (l’effetto): con Lui ogni difficoltà svanisce, anzi è come se divenisse facile.

3

Soffermiamoci sul primo. Cari pellegrini, non dobbiamo mai stancarci di meditare sulla “vicinanza” di Dio. Su quanto Egli desideri starci accanto e su quanto desideri venirci in aiuto. Ma non solo, anche quanto desideri che lo invochiamo. La nostra freddezza rammarica il Signore. In una celebre preghiera dal titolo “Amami come sei!” il Signore dice all’anima: “Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto, affrettati ad aprirmi. (…). Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe vederti dubitare di me e mancare di fiducia.”

4

Soffermiamoci adesso sul secondo punto: il Signore rende facile ciò che è difficile. Il suo aiuto risolve ogni cosa, perché Lui -e solo Lui- è il significato di ogni cosa. Dio è la “chiave”, il “codice”, per capire tutto. Dostoevskji diceva che la vita senza Dio è come una sorta di rappresentazione teatrale scritta da un pazzo e recitata da pazzi… insomma, un’apoteosi di irrazionalità. Infatti, nulla ha senso senza Dio.

5

Quante volte, cari pellegrini, ci siamo ritrovati a guardare ciò che è trascorso e ci siamo detti: “E come ci sono riuscito?… Come ce l’ho fatta?” La risposta è che non siamo stati soli in ciò che abbiamo compiuto. C’era Lui.

6

C’è un segno che esprime bene ciò che abbiamo detto. Un segno gradevole di cui facciamo uso ogni giorno: il pane.

7

Osservando la spiga di grano ci si accorge che è essa è di una complessità straordinaria, fatta di tante piccole bacchette inserite l’una nell’altra. Anche al tatto la spiga si mostra difficile, perché sembra quasi pungere. Eppure occorre quella complessità perché venga fuori un alimento semplice ed indispensabile come il pane.

8

Quella complessità fastidiosa al tatto si risolve nella fragranza e nella morbidezza di una semplice fetta di pane.

9

E così, la complessità della vita si risolve in semplicità. Ma solo se ci affidiamo a Lui: al Signore di tutto!

Al Signore Gesù

Signore, io intellettualmente capisco che Tu mi sei indispensabile, ma la mia debolezza mi impedisce di tenerlo esistenzialmente presente.

Fa che non solo il mio pensiero, ma anche la mia vita si fondi sulla certezza che con Te tutto è facile; e che senza di Te tutto è difficile.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu mi hai donato Gesù.

Adesso ti chiedo di portarmi a Lui, unico “codice” per capire il nostro esistere.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "La Borraccia n.176"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*