La Borraccia n.193

L’ACQUA

Non c’è da temere che la mia felicità passi, perché Dio ne è l’unico oggetto ed egli non cambia.

(Santa Elisabetta della Trinità)

I SORSI

1

Cari pellegrini, quando si guarda l’orologio non si ha tempo per fare un’importante riflessione. Ovviamente se si guarda l’orologio è perché si vuole vedere che ora è; eppure ci sarebbe una considerazione profonda da fare. Basterebbe fissare la lancetta dei secondi, quella che scorre velocemente, per pensare che quel secondo che è passato ormai non tornerà più. Ciò che è passato è passato.

2

E’ questo qualcosa che -diciamolo francamente- dà un po’ fastidio; sapere cioè che ciò che si è vissuto non tornerà più.

3

Certo, il vissuto difficile, quello che ha destato in noi rammarico e perfino sofferenza, è meglio che sia passato via… ma anche questo vissuto procura in noi un rammarico perché richiama l’ineluttabilità del divenire, di un inarrestabile procedere del tempo che non può più tornare indietro.

4

Nell’acqua di questa borraccia santa Elisabetta della Trinità ci dice che la felicità fondata su Dio non può mai finire, perché Dio è immutabile.

5

Cari pellegrini, dobbiamo tenere in considerazione una cosa importante: che il tempo scorri via è fuori discussione, ma è proprio vero che il tempo si dissolve inesorabilmente?

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Un conto è dire che il tempo non tornerà più; altro è convincersi che ciò che è passato non permanga.

7

Se ci si riflette bene questa è un’alternativa che coinvolge totalmente l’esistere umano.  O si sceglie la dissoluzione o la conservazione.

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Certo, quest’alternativa può essere anche di tipo politico, morale, valoriale in genere; ma in realtà queste seconde e altre alternative sono “figlie” di un’alternativa che sta a monte, che è fondamentale e perfino decisiva. Ed è quella che indicavamo prima.

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Se non scegliamo Dio, non scegliamo l’immutabilità e l’eternità; e dunque non ci resta che rimetterci all’inesorabilità della dissoluzione.

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Ma se scegliamo Dio, scegliamo anche l’immutabilità e l’eternità; e di conseguenza possiamo lietamente affidarci alla conservazione. Cioè al sapere che ciò che abbiamo vissuto non è definitivamente perso, ma rimane scolpito nell’eternità. Anche il gesto più banale. Anche quello che ci è sembrato più insignificante.

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Una conservazione che sarà anche nell’esito.

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Un esito di gioia, se abbiamo scelto il bene.

13

Un esito negativo, se abbiamo scelto il male.

Al Signore Gesù

Signore, tutta la mia gioia è riposta in Te.

Fanne ciò che vuoi.

So solo che la gioia, fondata in Te, nulla potrà strapparmela.

Il mio lieto appagamento sarà convincermi che ogni cosa che mi accada sarà sempre sotto il tuo controllo.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei colei che più di tutti ha riposto la gioia nel Signore.

Quando eri con Gesù Bambino, l’angoscia spesso ti attanagliava  sapendo ciò che sarebbe toccato al tuo Figliolo; ma mai la disperazione ti preso. Mai!

Per Gesù soffrivi, ma in Gesù risolvevi la tua angoscia.

Madre, insegnami a fare lo stesso.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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